Risponde per due ore alle domande del sostituto procuratore Valentina D'Agostino il dirigente della Regione Abruzzo, Antonio Sorgi, indagato per abuso d'ufficio, nell'inchiesta sulla realizzazione della filovia nell'ex tracciato ferroviario tra Pescara e Montesilvano. Sorgi, che in questa tranche dell'inchiesta è indagato con il presidente della Gestione trasporti metropolitani Michele Russo e con il responsabile unico del procedimento, Pierdomenico Fabiani, assistito dal suo legale di fiducia, Guglielmo Marconi, ha ricostruito passo passo tutto l'iter dell'opera sotto inchiesta. E’ accaduto nel giorno in cui per il progetto della filovia è cambiato tutto, con lo stop ai lavori annunciato dalla Gtm, in base a quanto stabilito dalla commissione Via della Regione. Da lunedì gli operai si occuperanno soltanto della messa in sicurezza delle opere.
Nel corso dell’interrogatorio Sorgi ha parlato, in maniera molto tecnica, di tutti i passaggi che ci sono stati a livello decisionale e di commissione, dal 2008 fino allo stop ordinato dalla Regione martedì, nella riunione alla quale non ha partecipato proprio perché indagato. Si è soffermato in particolare sulla prima pronuncia della commissione Via, quando si disse che lo screening non era necessario, e sulla seconda, quando venne decisa la sospensione parziale dei lavori. L'indagato ha ribadito al magistrato l'assoluta legittimità del lavoro fatto e annunciato che nei prossimi giorni presenterà una memoria riassuntiva corredata da atti e documenti.
La procura, lo ricordiamo, contesta al presidente della commissione di valutazione di impatto ambientale, il fatto di aver consentito l'esecuzione e la prosecuzione dei lavori delle opere in assenza di procedura di screening, «pur essendo consapevole - si legge fra le accuse - che l'opera in corso, in quanto sistema di trasporto a guida vincolata, necessitava di essere sottoposto a procedura di screening ai fini della valutazione dell'impatto ambientale». Quello di cui viene accusato è di aver preso soltanto atto di quelle che, il 15 luglio del 2008, erano state le indicazioni dei rappresentanti delle imprese e di Fabiani quale responsabile del procedimento, senza svolgere nessuna attività istruttoria per verificare l'effettiva insussistenza delle condizioni di assoggettabilità a screening. E anche in seguito, il 3 luglio scorso, nonostante fosse stata attivata la procedura di infrazione comunitaria per violazione della normativa in materia di Via, Sorgi, in qualità di presidente della commissione, avrebbe consentito la prosecuzione delle opere limitando la sospensione alla posa in opera dei soli dispositivi «che farebbero configurare il sistema proposto a guida vincolata immateriale (di fatto le sole boe magnetiche), consentendo in tal modo la prosecuzione dei lavori da parte delle ditte aggiudicatrici».
E a tal proposito va ricordato che sotto inchiesta erano già finiti lo stesso presidente della Gtm, Michele Russo, insieme ai responsabili delle ditte Balfour Baetty rail spa, Giuseppe Ghiraldi, e Vossloh Kiepe Maurizio Bottari. In questo caso si parla di costi gonfiati (25 milioni di euro ad opera finita) tanto che le ipotesi di reato sono falso, truffa e turbativa d'asta.