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Data: 27/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Province, giorno dei veleni Ruffini e Di Luca accusano

Il Pd spaccato, ma i due consiglieri non ci stanno a rimanere col cerino in mano e Rabbuffo di Fli ribatte a Teramo Nostra: non prendetevela con me

TERAMO «La proposta "zero province" è un inganno del Pdl». I consiglieri regionali teramani del Pd Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca e di Fli Berardo Rabbuffo definiscono così l'esito della seduta consiliare dedicata al riassetto dei capoluoghi abruzzesi. I due rappresentanti del centrosinistra, in particolare, sono stati accusati dai loro stessi compagni di partito, che hanno assistito al dibattito all'Emiciclo, di non aver difeso Teramo. «Il Pd teramano aveva proposto l'istituzione di una sola provincia», ricordano Ruffini e Di Luca, «e insieme ai colleghi aquilani abbiamo presentato questa proposta in commissione». I due esponenti dell'opposizione replicano alle critiche mosse da Ilaria De Sanctis, presidente comunale del partito. «Anche noi eravamo in una posizione non semplice: ognuno di noi porta dentro il cuore le ragioni dei propri territori e delle comunità di riferimento», affermano, «ma ci siamo seduti su quelle sedie con un mandato che ci è stato assegnato dal nostro partito, il Pd, con una decisione assunta la sera prima nell'organismo regionale dove siede anche Ilaria De Sanctis». Secondo i consiglieri, dunque, le uniche proposte votabili erano la provincia unica o l'ipotesi dei tre capoluoghi «così come il capogruppo Pdl Lanfranco Venturoni alcuni giorni prima si era detto d'accordo a votare». Per Ruffini e Di Luca anche il governatore Gianni Chiodi avrebbe dovuto sostenere l'idea della provincia unica e invece si è trincerato dietro una "non soluzione schizofrenica". I due consiglieri difendono il capogruppo Camillo D'Alessandro, accusato di aver oltraggiato Teramo. «E' stato male interpretato», concludono, «non voleva di certo sminuire le aspettative della comunità teramana». Rabbuffo, invece, definisce false le accuse rivoltegli da Teramo Nostra. «Ho sempre difeso da solo il capoluogo, Chieti e l'intero Abruzzo», tiene a evidenziare, «la soluzione "zero province" è incostituzionale e pertanto impraticabile». Rabbuffo sottolinea di aver sostenuto la proposta della provincia unica sia in un convegno ad agosto che nella recente assemblea organizzata da Teramo Nostra in piazza Martiri. «L'ho presentata in consiglio e molti hanno aderito», osserva, «la mia era l'unica ipotesi seria d'interesse generale e che difendeva in particolare Teramo e Chieti destinate a essere penalizzate dagli accorpamenti decisi dal governo». Secondo Rabbuffo, Teramo Nostra se la dovrebbe prendere «con chi ha abbandonato l'aula e con chi ha deliberato con furbiza il non senso di "zero province", ammantandosi solo di falso riformismo»

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