Restituzione senza lo sconto, centinaia di persone alla manifestazione
L'AQUILA Si apre un tavolo di trattative, che avrà 90 giorni di tempo per dialogare con la Commissione Europea sulla questione della tasse non versate dopo il sisma. Ma intanto, dovranno essere sospesi gli effetti delle due circolari con cui Inps e Inail hanno annullato la legge 183 del 2011, che prevedeva l'abbattimento del 60% delle somme da restituire. Al tavolo, chiesto dal governo, parteciperanno due tecnici in rappresentanza delle istituzioni locali. L'annuncio arriva poco prima delle 18: è il sindaco Massimo Cialente, appena uscito dall'incontro con il prefetto Giovanna Maria Rita Iurato, a radunare le circa 300 persone che hanno animato la manifestazione di protesta davanti alla sede della Prefettura e a raccontare l'esito della riunione. La novità sostanziale, e cioè il contatto tra Palazzo Chigi e la Commissione Europea, era giunta da Roma alcune ore prima dell'iniziativa, che comunque è andata in scena puntuale, alle 16. La mobilitazione generale, sollecitata dal sindaco, non si esaurisce però con la manifestazione di ieri. Se è vero che si intravede una schiarita grazie al ponte gettato verso l'Unione Europea, resta da risolvere il problema delle circolari emesse dai due enti previdenziali: il rischio, se non vengono sospese a breve, è che la trattativa vada avanti, ma intanto si debba cominciare a pagare quanto richiesto. E sarebbe un durissimo colpo, soprattutto per le aziende del cratere. Per questo, non bisogna abbassare la guardia. Lo dice a chiare lettere, il sindaco, e strappa un applauso ai manifestanti che hanno atteso la fine dell'incontro in Prefettura occupando pacificamente viale delle Fiamme Gialle, di fronte alla caserma della Guardia di Finanza, e bloccando il traffico nelle due direzioni per circa un'ora. I vigili urbani, per evitare disagi agli automobilisti, hanno chiuso i due ingressi della strada. Una forma di protesta decisa sul momento, dopo che la delegazione guidata da Cialente ha varcato la soglia della Prefettura. Con lui, il deputato del Pd Giovanni Lolli, il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli, il consigliere regionale Luca Ricciuti, i sindaci di Barisciano e Fossa Francesco Di Paolo e Antonio Gentile e rappresentanti delle categorie. Fuori, in strada, gente arrivata alla spicciolata, il gonfalone del Comune, qualche bandiera neroverde. Un solo cartello, con la scritta: «Il governo ci ama: prima la diaspora, ora le tasse. Povera L'Aquila». I cittadini presenti sono sconsolati, si confidano guai e problemi. «I politici stanno bene» si lamenta una donna «perché passano da una poltrona all'altra. Noi invece siamo qui a disperarci». Qualcuno propone lo sciopero fiscale, come forma estrema di dissenso. Il più arrabbiato è l'onorevole Giovanni Lolli che tuona: «Ogni volta dobbiamo difendere con le unghie ciò che ci spetta. Abbiamo avuto l'ennesima batosta. Ma siamo ancora in tempo». Poi annuncia che notifiche simili al provvedimento di Inps e Inail stanno arrivando anche in altre regioni colpite da calamità naturali e che hanno usufruito delle agevolazioni fiscali, come Marche, Umbria e Molise. L'assessore Stefania Pezzopane fa notare l'assenza di qualche rappresentante istituzionale: «Saremmo dovuti essere di più, vista la gravità della situazione. Ma abbiamo una legge dalla nostra parte, ce la siamo conquistata con il precedente governo, dovrà rispettarla anche l'attuale». Il sindaco di Navelli Paola Di Iorio sottolinea: «Questa delle tasse è l'ennesima doccia fredda per il territorio. Ci auguriamo si risolva nel migliore dei modi». Ringrazia il ministro Fabrizio Barca, invece, il sindaco Cialente: «Se si è aperta un'istruttoria, giovedì sera, tra la Comissione Europea, il ministro Moavero e in videoconferenza da Londra il ministro Fornero, è grazie all'interessamento di Barca. A questo punto ci sediamo a tavolino e capiamo come dimostrare che le misure ricevute dagli aquilani siano giuste». Ed ecco la nota di Palazzo Chigi: «Nella sua decisione del 17 ottobre la Commissione ha ribadito che la normativa dell'Unione europea consente agli Stati membri di compensare i danni causati dalle calamità naturali, ma ha aperto un'indagine approfondita per verificare che le agevolazioni concesse in Italia in passato (agevolazioni fiscali e contributive connesse a calamità naturali, che hanno riguardato anche il terremoto in Abruzzo del 2009), fossero commisurate ai danni realmente subiti a causa dell'evento calamitoso. Il governo ha preso immediatamente contatto con la Commissione Europea per concordare le modalità con le quali le imprese interessate possano dimostrare il danno subito, il nesso di causalità con la calamità naturale, nonchè la proporzionalità e quindi la legittimità dell'aiuto ricevuto. Si ribadisce inoltre, come anticipato nelle circolari di Inps e Inail, la conformità con l'ordinamento comunitario degli aiuti di portata minima (de minimis), che sono comunque consentiti per un importo di 200.000 euro nel triennio» .