Il Consiglio dei ministri ricorda il parere dell’Avvocatura sui 90 giorni
Nel Pd cantano vittoria: vedete, anche il Consiglio dei ministri dice che bisogna votare entro il 2012, il 16 dicembre. Tutto risolto? No. Dal palazzo sulla Colombo, sede della Giunta regionale, chi è vicino alla Polverini fa notare che il governo non è andato oltre «l’auspicio», che non ha detto nulla di nuovo, che le elezioni regionali saranno fissate a fine gennaio-inizio febbraio. Di più: la presidente farà una forzatura, di fronte alla contraddizione del decreto del governo che indica in 50 i numeri di consiglieri per cui votare, e lo statuto che indica 70. Si prenderà la responsabilità di indire le elezioni per 50 consiglieri, difendendo la sua immagine di paladina dei tagli, sperando poi in un provvedimento o in un parere «ombrello» del governo che tuteli il Lazio dai ricorsi. Tutto risolto? Neppure. A parole tutti dicono «votiamo il prima possibile», ma resta ancora salda l’ipotesi che, fissando il voto a febbraio, scatti poi un intervento del governo, che in nome del risparmio, sposti ad aprile le elezioni regionali, accorpandole con le politiche, per l’election day. Non solo, c’è anche la variabile Lombardia, dove la data delle elezioni, secondo il Viminale, va posta nella finestra 16 dicembre - 27 gennaio; bene, è possibile che il Lazio voti insieme alla Lombardia. La sintesi? Permane l’incertezza, ma è probabile che tutto si sblocchi nella seconda settimana di novembre. Ripartiamo dal consiglio dei ministri di ieri. Spiega la nota finale: «Il Consiglio ha formulato l'auspicio che la data delle elezioni amministrative per il Consiglio regionale del Lazio sia fissata dal presidente della Regione al più presto, in armonia con il parere espresso dall'Avvocatura Generale dello Stato: 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio». Letta così, pare una pressione molto forte per fissare la data del voto al 16 dicembre. E il coordinatore regionale del Pd, Enrico Gasbarra, dichiara: «Dopo il chiaro e inequivocabile pronunciamento del Consiglio dei Ministri, la presidente della Regione fissi immediatamente la data delle elezioni che dovranno svolgersi entro dicembre 2012». Nicola Zingaretti aggiunge: «Questo parere spazza via ogni strumentalizzazione».
Ma da Polverini e dai partiti che la sostengono arriva un’interpretazione opposta. Vincenzo Piso, coordinatore regionale Pdl: «Rileviamo con soddisfazione che anche il Consiglio dei Ministri ha fatto finalmente chiarezza, laddove afferma che la data delle elezioni sia fissata dalla presidente della Regione, prendendo atto della correttezza formale e sostanziale dell'operato della Presidenza della Regione Lazio». Secondo il Pdl (e secondo Polverini) il governo dice che entro novanta giorni dalle dimissioni la presidente deve fissare la data del voto, non fare svolgere le elezioni: letta così, visto che si è dimessa il 27 settembre, Polverini ha tempo fino al 27 dicembre per dire quando si vota. Una tesi sostenuta anche dal vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti (Udc). Però il governo cita anche un parere dell’Avvocatura di Stato, secondo il quale nei novanta giorni si dovrebbero svolgere le elezioni. Ribattono dal centrodestra: è solo un parere. Insomma, cosa succederà? Nel palazzo sulla Colombo non vacillano: Polverini ha chiesto al presidente del Consiglio regionale di verificare se i gruppi sono disponibili a votare la modifica dello statuto per diminuire a 50 i consiglieri; ma un’assemblea ormai sciolta non può votare una riforma elettorale; Polverini aspetterà qualche giorno e poi indirà le elezioni, per 50 consiglieri. La data? Fine gennaio o inizio febbraio. I Radicali avvertono: indire le elezioni per un numero di consiglieri diverso da quello scritto nello statuto, esporrà il Lazio al rischio di ricorsi.