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Pescara, 17/06/2026
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27/10/2012
Il Centro
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Sicilia: domani il voto, primo grande test. Lotta tra Crocetta (Pd-Udc), Musumeci (Pdl e Destra), Miccichè (Grande Sud) e Cancelleri (5 stelle) |
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INVIATO A PALERMO Sarà un testa a testa fra Crocetta e Musumeci, no, anzi, forse fra Musumeci e Micciché. «Ma alla fine chiunque vinca, chiunque sia eletto presidente dovrà fare i conti con Lombardo, unico e solo alleato possibile per governare la Sicilia«. 24 ore al voto per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana, l'Ars, come la chiamano qui. Grazie alle dimissioni di Lombardo all'inizio di luglio, è stato sventato il taglio dei deputati: saranno novanta come nella passata legislatura. I candidati presidente sulla carta sono dieci, sostenuti in totale da 19 liste, 1629 candidati a quei 90 posti. Il sistema elettorale siciliano è - spiegano gli stessi politici _ «una barbarie». E' cambiato nel 2001, chi prende più voti vince e ha diritto a un premio di maggioranza: gli otto candidati del suo listino. Le liste che appoggiano il presidente eletto hanno diritto a una ripartizione dei seggi, su base proporzionale, solo se superano lo sbarramento del 5% dei voti. Così un presidente appoggiato, mettiamo, da dieci liste che prendono ognuna il 4%, nonostante il 40% totale si troverebbe con i solo 8 deputati del listino. «Fatta apposta per non rendere possibile il governo dell'Isola», dice Maurizio Bernava, segrertario siciliano della Cisl. Dieci candidati presidente, ma solo cinque possono aspirare a entrare nell'Ars e tre sono i veri competitor per la poltrona di governatore della Sicilia: Rosario Crocetta, candidato di Pd e Udc e per questo considerato una sorta di cavia nel laboratorio politico nazionale. «Con lui ho impedito l'alleanza del Pd con la sinistra»ha detto ieri Pier Ferdinando Casini; Gianfranco Miccichè, appoggiato da Grande Sud (nato da una costola del Pdl), Fli e Pds-Mpa; Nello Musumeci, portato da Pdl e La Destra. Tutti e tre nei comizi di chiusura si dicono sicuri di vincere. «Dopo la mia vittoria non farò inciuci», dice Miccichè. «Ho la serena convinzione che vinceremo», gli risponde a distanza Nello Musumeci, mentre Rosario Crocetta sembra già festeggiare in piazza con un concerto degli Almamegretta: «Bisogna bloccare la destra che ha distrutto il Paese», l'ultimo appello. Poi c'è l'incognita di Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento 5 stelle di Grillo. Grillo, arrivato attraversando a nuoto lo Stretto di Messina, ha fatto un tour trionfale: ovunque piazze piene, applausi, gente convinta. «Il Movimento 5 stelle sarà il primo partito, ma non vincerà perché è la somma di tanti partiti che fa vincere, e non uno solo», dicono alcuni osservatori. Certo però Cancelleri fa paura e tutti ora lo conrteggiano. «Antipolitica? No, quella di Grillo è buona politica», dice Musumeci. Angelino Alfano, venuto a chiudere la campagna elettorale proprio di Musumeci conferma: «Il successo di Grillo nelle piazze è davanti agli occhi di tutti».
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