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Data: 27/10/2012
Testata giornalistica: La Sicilia
La crisi del tpl - Palazzo Zanca assediato da lavoratori che rivendicano il pagamento degli stipendi. E' slittato a lunedì l'incontro tra il commissario Croce e i sindacati confederali

Messina. Che sia una città fallita è un dato destinato, giorno dopo giorno, a diventare sempre più oggettivo. Che sia il fallimento di una città, piuttosto che di una classe politica o imprenditoriale, è tema di analisi dalle sfaccettature variegate, utili magari ad animare la campagna elettorale per le amministrative in programma il prossimo anno. In questo momento, mentre un'altra campagna elettorale vive gli ultimi fuochi, probabilmente importa a pochi: c'è da fronteggiare un'emergenza senza soluzioni, se non quella della dichiarazione del dissesto. Che, comunque, è già nei fatti. Per rendersene conto basta mettere piede nell'epicentro della crisi, quel Palazzo Zanca rimasto "orfano" del sindaco Giuseppe Buzzanca - candidato alle regionali - e in mano a un commissario, l'ex procuratore della Repubblica, Luigi Croce. È il teatro della disperazione. Per avere il polso della situazione, basti pensare alla protesta degli impiegati dell'Atm: da lunedì minacciano di buttarsi dalla terrazza, fanno scioperi della fame, si arrampicano e rimangono sospesi sui cancelli d'ingresso. Quando sono arrivati i vigili del fuoco, per cercare di ridurre i rischi, poco ci è mancato che anche loro si unissero alla protesta: la carenza d'organico è allarmante - continuano a denunciare - e il fondo del barile è stato raschiato. Soldi da Roma e Palermo non ne arrivano. Divampa la guerra tra poveri. La scintilla è scoccata con il ritardo nel pagamento della mensilità ai dipendenti comunali: i bonifici sono partiti con tre settimane di ritardo. A quel punto i lavoratori dell'azienda trasporti, senza stipendio da tre mesi, hanno sbottato: quei fondi dovevano essere - secondo loro - equamente divisi. Ma non è questione di coperta corta, semplicemente la coperta non c'è proprio più. E, allora, il palcoscenico del dramma sociale si affolla. Ieri, sempre a Palazzo Zanca, sono arrivati anche gli operai di MessinAmbiente, società che si occupa della raccolta rifiuti: impossibile saldare il conto della benzina, gli autocompattatori sono fermi. Con loro, anche i lavoratori delle cooperative sociali, in arretrato di sette stipendi e quelli che si occupano della pulizia nelle scuole. Poche centinaia di metri più il là, gli impiegati dell'Ente Teatro occupano il "Vittorio Emanuele": stesso ritornello, non c'è più un euro. Ma non è un problema solo del comparto pubblico, comunque dominante nell'economia messinese. Nei giorni scorsi si sono fermati nuovamente i traghetti di "Caronte&Tourist", dove il rischio licenziamento riguarda 69 marittimi. Tra due mesi scadrà la cassa integrazione per i dipendenti della "Triscele" (ex "Birra Messina") e l'azienda non ha ancora presentato alcun piano industriale. Il prefetto Francesco Alecci, il quale con immensa disponibilità aveva finora contribuito a tamponare i vari fronti, è stato trasferito a L'Aquila e partirà il 4 novembre. I politici sono proiettati verso le consultazioni regionali di domenica. Il commissario Croce prova a tappare le falle, ma non ha gli strumenti. Per l'Atm ha sbloccato un milione 330 mila euro: un pannicello caldo e nulla più. Mentre l'incontro programmato per stamattina con i sindacati confederali, i quali valuteranno ugualmente - nel corso di una riunione straordinaria in programma oggi, alle 9.30, nella sede della Cisl - ulteriori azioni da intraprendere, è slittato a lunedì. E la città tocca la crisi con mano. In quasi tutte le periferie sospeso il trasporto pubblico e meno male che i dirigenti dell'Atm hanno firmato una circolare in cui invitano gli autisti a utilizzare i mezzi anche in caso di accensione delle spie d'allarme: finché quei pochi bus ancora disponibili non si fermano in mezzo alla strada, vanno utilizzati! I cassonetti, da ieri sera, iniziano a essere stracolmi. Non c'è servizio di scuolabus. Tra qualche giorno si rischierà il black out, perché non si sa come pagare la bolletta della pubblica illuminazione. Gli stop al traghettamento fanno piombare Messina sotto l'assedio dei Tir. E non è un quadro tracciato con spirito apocalittico, anzi. Crisi globale e locale si incrociano e, numeri alla mano, Messina è fallita. 26

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