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Pescara, 17/06/2026
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Data: 28/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - Verso il voto c’è un Pdl diviso, ognuno cerca il suo sponsor. Chiodi dice che rinuncerà al Parlamento, ma gli altri no

Punto e a capo. Torniamo al tema di apertura: il Pdl sembrava ricompattato. Invece no. Passata la serata dell’Emiciclo la tregua è finita, le fratture sono riemerse. Il campanilismo interpartitico che ha nutrito la contesa sulle Province resta, e in più l’avvicinarsi delle scadenze elettorali spinge i pidiellini di prima linea a guardarsi attorno e cercare sponsor nazionali per strappare una candidatura.
La domanda-chiave è la solita: cosa farà Gianni Chiodi? Rimarrà al suo posto e si ricandiderà a governatore o cercherà a marzo l’avventura parlamentare? L’ultima ipotesi è sgradita dal partito, perchè manderebbe la Regione gambe all’aria portando i cittadini al voto a breve, e se si vota a breve per il Pdl la scoppola è più di un’ipotesi. Ma Chiodi rincuora i pidiellini in cerca di poltrona: resto all’Aquila, dice. Per ora, aggiungeremmo. Ma basta questo per far ripartire la corsa allo sponsor.
Vediamo. Chi sta con chi? Premessa: gli aquilani stanno con gli aquilani, esattamente come accade nel Pd. Sono più vicini due aquilani di partiti diversi che due colleghi di partito se uno è aquilano e l’altro no. Esattamente il contrario dei pescaresi, il cui individualismo sfrenato li porta a sparpagliarsi odorando fior da fiore, e puntualmente a contare meno di niente al tirar delle somme. I chietini sono praticamente tutti ex-An e se ne stanno compatti, i teramani si dividono tra chiodiani e anime sparse.
Già, Chiodi: lui con chi sta, e chi sta con lui? Chiodi più che altro sta per fatti suoi, blindato dal suo entourage: ha variegati contatti romani, cura Gianni Letta ma non trascura Gaetano Quagliariello. Tra i teramani restano suoi fedelissimi l’assessore Mauro Di Dalmazio e il sindaco Maurizio Brucchi. L’altro assessore Paolo Gatti, il pidiellino più in ascesa del momento, viene dato ancora vicino all’ex ministro Giorgia Meloni, in realtà gioca in proprio con grande attenzione. Giandonato Morra, pure teramano e assessore, resta il riferimento abruzzese di Gianni Alemanno. Gli altri pidiellini teramani di spessore sono Lanfranco Venturoni e il senatore Paolo Tancredi, fedeli a Quagliariello così come il coordinatore regionale Filippo Piccone e il consigliere Walter Di Bastiano, marsicani, e il portavoce Riccardo Chiavaroli, pescarese. Vicino a Quagliarello, anche se da esterno, è l’assessore Carlo Masci, from Pescara.
Restando sui pescaresi, a Franco Frattini guarda Alfredo Castiglione, mentre l’attuale leader nazionale Pdl Angelino Alfano (leader non si sa ancora per quanto, se Silvio Berlusconi ritorna davvero) è la scelta del presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, che marca pure Letta come già fa Chiodi, mentre il senatore Andrea Pastore resta defilato e il sindaco Luigi Albore Mascia idem. Insomma, il solito sparpagliamento dei pescaresi, che se non si muovono si annoiano.
Chi manca all’appello dei pescaresi? Lorenzo Sospiri il bi-consigliere (Regione e Comune): lui sta con gli ex-An di Chieti, anche dopo le frizioni sul caso-Province. Fa gruppo su Maurizio Gasparri con il senatore Fabrizio Di Stefano, l’assessore Mauro Febbo e il sindaco teatino Umberto Di Primio. Con loro anche la parlamentare Carla Castellani: potrebbe rivelarsi un osso duro al momento dei conti per le candidature alle politiche.
Gli aquilani, Luca Ricciuti e gli altri, come detto, giocano in proprio. Ma Gianfranco Giuliante non perde di vista l’ex ministro Altero Matteoli. In Valle Peligna c’è un altro osso duro in prospettiva parlamentare: Paola Pelino, dal rapporto forte e antico con Berlusconi. Infine, Sabatino Aracu conta su Fabrizio Cicchitto.
Questo è il quadro. Alla fine, dice chi ne sa più di noi, tutti faranno rotta su Alfano, anzi su Berlusconi stesso se riprenderà in mano partito e partite. Nel frattempo, ognuno cura il totem privato, il potente preferito e spera lo porti più in alto possibile. Sai quanti brutti risvegli. Per chi spera e per gli sponsor.

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