Sono almeno dieci, pare addirittura quindici le ditte che hanno risposto alla chiamata del Provveditorato alle Opere pubbliche per il dragaggio al porto di Pescara. Un segnale importante, che cancella i timori espressi dalla marineria («a queste condizioni non si presenterà nessuna ditta») e che riaccende la speranza di un intervento rapido. Proprio quello dei tempi è l’interrogativo più pressante perché legato alla scadenza del fermo pesca, fissata al 5 dicembre: la marineria chiede di poter tornare in mare per quella data, ma bisogna fare i conti con i vincoli della procedura d’appalto. La politica continua a fare pressing sulle istituzioni: lunedì il presidente della Provincia, Guerino Testa, sarà a Roma al ministero delle Infrastrutture per un punto della situazione. Già ieri Testa è stato informato dal prefetto D’Antuono degli sviluppi positivi legati alla disponibilità delle imprese a partecipare alla gara. «Vogliamo fare del tutto per cominciare il più presto possibile i lavori in porto» ha ribadito Testa. Si muove nella stessa direzione il Pd, assicura il vicecapogruppo consiliare Enzo Del Vecchio: «L’appalto vale 13 milioni e chiede di dragare 200mila metri cubi di sabbia e fanghi, chi si aggiudicherà l’intervento dovrà avere la forza di provvedere anche allo stoccaggio del materiale dragato - ha detto Del Vecchio -. Ma prima d’ogni altra cosa - ha aggiunto - occorre avere certezza della disponibilità dei finanziamenti, al momento solo sulla carta per una promessa del ministero dell’Ambiente».
I tempi, si diceva, sono uno scoglio fondamentale da superare. «Adesso tocca al Provveditorato alle Opere pubbliche esaminare in tempi brevi le domande pervenute per individuare i soggetti con i requisiti giusti per essere invitati a presentare formale offerta per la gara vera e propria» ha considerato ancora Del Vecchio. Considerando l’esigenza di produrre nuove analisi da parte della ditta che si aggiudicherà i lavori, è prevedibile che il dragaggio inizi per metà dicembre. «Sulle analisi si sta lavorando già adesso con l’Arta, bruciare le tappe è la nostra sfida da vincere - conclude Guerino Testa - e proprio di questo andrò a parlare lunedì a Roma dal sottosegretario Improta». Intanto la protesta della marineria trova voce oggi allo stadio grazie al supporto della Pescara calcio e degli ultrà con striscioni e tabelloni luminosi. La tensione resta alta: «Siamo pronti a occupare l’asse attrezzato» dicono i pescatori reclamando risposte certe da Roma. Una buona notizia già arrivata riguarda i fondi concessi ale 30 imprese di armatori, commentata con soddisfazione dall’assessore regionale alle finanze Carlo Masci: «In sole 24 ore è stato chiuso l’iter per i bonifici bancari il cui pagamento è già stato autorizzato. E’ l’ennesimo atto di sensibilità della Regione verso la categoria dei pescatori» ha detto Masci.