ROMA - Odiata e complicata. L’Imu si conferma l’imposta destinata a creare più grattacapi agli italiani. Non solo perché reintroduce la tassazione sulla prima casa che era stata abolita e aumenta tantissimo la base imponibile sulle altre abitazioni, ma anche perché continua a regnare il caos sulle aliquote. Sono tantissimi infatti i comuni che ancora non hanno deliberato. Tant’è che i Caf, centri di assistenza fiscale, lanciano l’allarme: se a giorni il quadro non sarà completo così come prevedono le norme (i Comuni hanno tempo per fissare le aliquote fino al 31 ottobre, ovvero dopodomani), il versamento a saldo della terza rata è a forte rischio caos. Gli uffici fiscali, che assistono oltre undici milioni di contribuenti, potrebbero non farcela ad accontentare tutti. E lanciano un appello al governo: far slittare la scadenza del saldo Imu dal 17 dicembre al 31 dicembre.
L’allarme. Solo il 18% dei comuni italiani, ovvero meno di 1.500 su un totale di 8.000, a tutt’oggi ha inviato ai centri di assistenza fiscale le delibere e i regolamenti approvati relativi all’Imu. Eppure - denuncia la consulta dei Caf - a tutti è stata inviata «una precisa richiesta» via mail tramite pec (posta certificata). Spiega il presidente della consulta dei Caf, Valeriano Canepari: «Per i nostri uffici è essenziale ottenere le delibere e i regolamenti. In questo modo possiamo, con la certezza di non incorrere in errori, anticipare ed agevolare l'inserimento delle aliquote per il calcolo del saldo, la stampa dei modelli di versamento e la consegna al cittadino. Possiamo cercare di sciogliere in tempo i dubbi interpretativi che ancora ci sono su alcune questioni tecniche, evitando successive sanzioni per noi e per i contribuenti che chiedono la nostra assistenza».
Le scadenze. I Comuni hanno tempo fino al 31 ottobre per approvare le delibere sulle aliquote e le esenzioni e relativi regolamenti. Poi ci sono ancora altri 30 giorni per la pubblicazione, quindi si arriva molto a ridosso della scadenza del saldo che è dovuto entro il 17 dicembre. Tra l’altro, senza l’invio al sito del ministero dell’Economia le delibere non sono valide. La gran parte delle grandi città è a posto. Ma sono tantissimi i piccolissimi comuni sparsi nella penisola che mancano all’appello, tra questi anche alcune ambite località come Cortina d’Ampezzo o Capri. Ieri sul sito del ministero dell’Economia mancavano ancora le delibere anche di alcuni capoluoghi di provincia, Reggo Calabria, Campobasso, Lucca, Pisa, Prato, Viterbo, Frosinone, Campobasso, Foggia, Taranto. In Sicilia su 9 capoluoghi per ben 4 non sono ancora note le aliquote: Caltanissetta, Messina, Ragusa e Siracusa.
Il rischio caos. «I Comuni si diano una mossa» sollecita il presidente della consulta dei Caf. Già così ci sarà «poco più di un mese per reperire migliaia di delibere, di regolamenti e di capitolati esterni, per inserire le aliquote nelle procedure di calcolo dopo aver superato le molteplici problematiche interpretative».
La dichiarazione. E’ l’altro adempimento che spetta ad alcuni contribuenti (quelli che possono usufruire delle riduzioni di aliquota o devono comunicare variazioni sull’immobile). Il termine per presentarla ha già subìto due rinvii e ora è fissato al 30 novembre. «A poco più di un mese dalla scadenza fissata non è stato ancora approvato il modello di dichiarazione Imu» denunciano i Caf. La questione è stata sollevata recentemente, con richiesta di rinvio del termine di presentazione, anche dal Parlamento.
L’appello. Vista la situazione, la consulta dei Caf, chiede al governo di far slittare al 31 dicembre 2012 il termine per il saldo Imu senza applicazione di sanzioni. Per quanto riguarda la dichiarazione Imu la richiesta è di fissare il termine di presentazione entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del modello e delle relative istruzioni.