«Il piano di riordino della Regione non dà risposte credibili»
L'AQUILA. «Da questo dibattito scontato manca un interlocutore: il cittadino utente». Il segretario della Cgil Franco Leone polemizza sul piano di riordino della sanità. Uscendo dalla commissione bilancio dell'Emiciclo il leader sindacale ha confermato la protesta di Cgil, Cisl e Uil.
«Sono d'accordo sul risparmio nella sanità privata» ha sottolineato, «ma bisogna rendersi conto che ci sono anche altri centri di spesa di cui si dovrebbe discutere. Se anche eliminassimo completamente la sanità privata, avremmo ancora la metà del deficit».
Dunque per Leone occorre «cercare le disfunzioni all'interno del sistema, capire come e in che misura matura un deficit che ormai è strutturale», e anche approfondire il tema delle aree interne, «dove un pronto soccorso ha comunque bisogno alle sue spalle di una struttura con medicina generale, chirurgia, pediatria».
Insomma è necessario che la politica «incontri i cittadini», e soprattutto la giunta deve «ritirare la delibera sui ticket in quanto l'Abruzzo, grazie alle misure varate da questa giunta, deve recuperare uno sforamento minimo sulla spesa farmaceutica, pari allo 0,7 per cento».
Stesse critiche da parte della Cisl. «Il nuovo piano sanitario regionale», secondo la Cisl Abruzzo, «ignora elementi di forte impatto sul presente e sul futuro dell'organizzazione sanitaria e di quella ospedaliera in particolare», dicono in una nota, il segretario generale Usr-Cisl, Maurizio Spina, il segretario generale Fnp-Cisl, Lucio De Mattheis, e il segretario generale Fps-Cisl, Biagio Celi. Per la Cisl è insufficiente il raccordo tra i due documenti, che non prevedono numero delle Asl e loro ambito di riferimento. «Una loro eventuale diminuzione rispetto alle attuali sei» si osserva, «determinerebbe un diverso impatto sugli ospedali». Per l'avvio delle aziende miste ospedaliere all'Aquila e Chieti, importante secondo la Cisl per dare «risposte qualitative elevate ai bisogni dei malati», non esiste nè nel piano di riordino nè nelle linee del Piano sanitario, nonostante vi sia un protocollo d'intesa Regione-Università già elaborato.
Per il segretario della Uil, Roberto Campo, invece la «cancellazione dei ticket deve essere il primo passo per l'abbandono della strategia delle tasse adottato dalla Giunta evitando ulteriori aumenti di Irap ed Irpef e rientrando da quelli già messi in atto». «Nel corso dell'incontro», si legge in una nota della Uil, «è emerso con grande evidenza che non esistono ragioni valide che supportino la scelta errata dei ticket: il loro ritiro è ormai solo un problema di volontà politica. Per fare ciò, bisogna avere il coraggio di cambiare la sanità».