L'ultimo espisodio increscioso è ancora fresco. Infatti, solo otto mesi fa c’è stato un litigio tra tassisti dell’area metropolitana pescarese-teatina . In quel caso, ad andare andare alle mani furono due autisti in servizio a Chieti. A calmare gli animi fu un assessore comunale. Il motivo della baruffa? Lo stesso che ha determinato la discussione accesa di ieri pomeriggio.
MONTESILVANO Il viaggio in taxi di una professionista che aveva partecipato a un convegno è finito in uno scontro tra tassisti. È accaduto ieri nella zona dei grandi alberghi, a Montesilvano. La signora aveva prenotato il servizio telefonicamente a Pescara alcuni giorni prima, per essere sicura di trovare un tassì disponibile alla fine del congresso al quale avrebbe dovuto partecipato, in modo da arrivare in tempo alla stazione. Ma all'arrivo al posto pattuito i tassisti erano due: uno di Montesilvano e uno di Pescara. I due hanno prima discusso su chi avrebbe dovuto accompagnare la donna, e poi sarebbero passati alle maniere forti, spaventandola e colpendosi con calci e pugni. Successivamente sarebbero intervenuti altri autisti, compreso quello che poi ha calmato gli animi. Un episodio che non è il primo in tal senso, e che nasconde un malcontento ben preciso: la divisione dei territori e delle competenze delle varie organizzazioni di categoria. Competenze che, secondo gli addetti ai lavori, conterrebbero molti punti oscuri, a un livello tale da generare accese discussioni, violenti battibecchi o, come è accaduto ieri, sberle e pugni. Sembrerebbe infatti che alla base del dissenso ci sarebbe il fatto che autisti dei territori di Pescara, Chieti e Montesilvano presterebbero servizio al di fuori delle loro città. Un nodo che, sempre secondo i tassisti, solo i sindaci delle città interessate possono sciogliere. La pensa così Antonio Abagnale, presidente regionale dell'Uritaxi, che oltre a raccontare l'episodio violento, protesta: «Come presidente dell'associazione che rappresento, chiedo ai sindaci delle città interessate fino a quando tutto questo possa andare avanti. La loro indifferenza sta distruggendo questa categoria, con danno di immagine per le città coinvolte e per l’intero Abruzzo». Secondo il tassista dovrebbe essere infatti la politica a stabilire i territori di competenza. «I taxi di Pescara», prosegue Abagnale, «hanno sempre avuto grande rispetto dei tassisti di Montesilvano, ma dal momento in cui loro vengono tutti i giorni a caricare persone e a posteggiare nel territorio di Pescara, questo rispetto è finito. Non siamo stati noi a iniziare». A causa di questi litigi continui, va a farsi benedire anche l'immagine dell'Abruzzo, relativamente al servizio di trasporto persone. «Stiamo dando un'immagine bruttissima della nostra regione. Mi sono scusato io stesso con la signora protagonista , suo malgrado, del disdicevole episodio, che era ancora spaventata da quanto le era accaduto. Purtroppo, non è la prima volta che ci sono spettacoli del genere». E, senza una disciplina della materia, difficilmente sarà l’ultima.