A causa sua abbiamo dovuto annullare i concorsi per figure professionali che erano indispensabili per l’amministrazione
CHIETI «Chiedo scusa ai cittadini per non averlo cacciato prima». Sono le parole amare contenute in un lungo documento del sindaco Umberto Di Primio nel quale ha motivato anche in un incontro con i cronisti sabato scorso il ritiro delle deleghe all’ex vicesindaco Bruno Di Paolo consigliere di Giustizia sociale. In Comune l’atmosfera è tesa anche perché ora ci si deve occupare della sostituzione in tempi rapidi del vice sindaco silurato, con un assetto della maggioranza di centrodestra tutto da decifrare in quanto bisognerà capire come si comporteranno i tre consiglieri di Giustizia sociale. Un problema importante per il primo cittadino pronto ad affrontare un’altra settimana di fuoco dal punto di vista politico dopo che Di Paolo è stato sollevato, prima, dal suo ruolo di vicesindaco e poi dalle deleghe tra cui quella ai servizi cimiteriali. Il leader di Giustizia sociale ha pagato, nel corso del suo mandato elettorale, una serie di uscite a sensazione che non sono andate giù al sindaco e alla variegata coalizione di centro destra. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, la decisione dell’ormai ex vice sindaco di decurtarsi del 50% lo stipendio. Una trovata populistica secondo il sindaco (ma anche secondo le forze di opposizione) che è ha andato giù pesante nel corso della conferenza stampa al pepe tenuta sabato scorso. Il fondatore di Giustizia sociale, nel dettaglio, è stato accusato di inefficienza amministrativa e di aver promesso posti di lavoro. «Avrei dovuto estromettere Di Paolo dalla maggioranza già da tempo. Chiedo scusa ai cittadini per aver ritardato questa mia scelta che dovevo prendere prima», dice il sindaco, «quando, ad esempio, a causa delle sue inadempienze amministrative siamo stati costretti ad annullare i concorsi che, se fossero stati portati a compimento, avrebbero consentito al Comune di assumere figure professionali indispensabili di cui oggi, a causa dei provvedimenti sanciti dalla spending review, dobbiamo fare a meno». La resa dei conti si è consumata in pochi giorni lasciando un vuoto nella giunta di centro destra che adesso dovrà essere subito riempito. «Entro la fine della settimana», annuncia Di Primio, «nominerò il nuovo vice sindaco che potrebbe essere anche un esterno». Di sicuro dovrà essere un uomo di fiducia del sindaco e difficilmente sarà espressione del Pdl o dell’Udc. Il partito di Casini ha una squadra numerosa di assessori e non ha interesse a legarsi ulteriormente con il Popolo della libertà anche in vista delle elezioni regionali di novembre 2013 con l’Udc che potrebbe anche apparentarsi al centro sinistra. A questo punto in ballo restano i cinque consiglieri di area centrista e il gruppo di consiglieri di Giustizia sociale composta dal capogruppo Enrico Bucci, da Luigi Milozzi e da Achille Cavallo. Non è un mistero come i rapporti tra i tre consiglieri e il loro leader Bruno Di Paolo si siano molto raffreddati a margine del recente scossone politico che si è consumato a palazzo d’Achille. I tre potrebbero, in tal senso, anche decidere di uscire dal partito per confluire altrove ma sempre, questo sembra certo, all’interno della maggioranza di centrodestra. Tra i cinque consiglieri centristi si fa largo il nome di Gianni Di Labio, con un passato di ex assessore al commercio nella giunta Cucullo e con un feeling ritrovato con il sindaco. Ìntanto la delega agli affari cimiteriali prima nelle mani di Di Paolo, di contro, verrà affidata con ogni probabilità ad un consigliere comunale e a titolo gratuito.