È Chieti il primo capoluogo di provincia abruzzese a comparire nel rapporto «Ecosistema Urbano»: conquista la 30ª posizione nella classifica generale e la 12ª nella graduatoria delle città piccole, con meno di 80mila abitanti. Il rapporto, curato da Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore, che hanno analizzato le «eco-performance» dei 104 capoluoghi di provincia, vede in Abruzzo al secondo posto Teramo (53ª nella classifica generale e 20ª in quella delle città piccole), al terzo Pescara (79ª e 37ª nella graduatoria delle città medie con popolazione compresa tra 80mila e 200mila abitanti) e al quarto L'Aquila (85ª e 35ª tra le città piccole). Se Chieti fa registrare buoni risultati in termini di capacità di depurazione (100%, prima posizione), di certificazioni ambientali Iso 14001 (5,13 ogni mille imprese attive, sesta posizione) e di isole pedonali (0,68 metri quadri per abitante, 11ª posizione), performance negative si registrano per quanto riguarda il verde urbano totale, il consumo idrico domestico, le perdite di acqua. Teramo, invece, fa registrare buoni risultati per quanto riguarda il solare termico su edifici comunali (8,92 mq ogni mille abitanti, quarta posizione), la produzione di rifiuti urbani (447,8 chili per abitante all'anno, settima posizione) e la raccolta differenziata (64,8% dei rifiuti totali, settima posizione). Non va altrettanto bene in termini di isole pedonali e verde urbano totale. A Pescara si registrano performance positive per capacità di depurazione (100%, prima posizione), offerta di trasporto pubblico (35 chilometri per veicolo per abitante ogni anno, 22ª posizione), isole pedonali (0,32 mq per abitante, ciclabilità (34ª posizione). Il capoluogo adriatico si posiziona invece in fondo classifica per le perdite di acqua, la mobilità sostenibile, i consumi idrici e la raccolta differenziata. Bene L'Aquila per trasporto pubblico (56 chilometri per veicolo per abitante ogni anno, sesta posizione) e male per tasso di motorizzazione, perdite di acqua, verde.