Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.032



Data: 30/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Province, il Governo pronto ad accorpare ma i presidenti restano fino al 2014

PESCARA - La parola definitiva è attesa per la giornata di domani, quando il Consiglio dei ministri licenzierà da Palazzo Chigi il decreto sul riordino delle Province. Un provvedimento visto e rivisto più volte in questi mesi, che fra poche ore piomberà sulle regioni italiane nella sua stesura definitiva. Con quali effetti si vedrà.
Per l'Abruzzo la decisione è quella anticipata la settimana scorsa dopo l'incontro tra l'Upi (Unione province italiane) e i ministri dell'Interno e della Pubblica amministrazione, Anna Maria Cancellieri e Filippo Patroni Griffi: si va verso l'accorpamento Chieti-Pescara e L'Aquila-Teramo. Decisione che conferma quanto scaturito al tavolo del Cal Abruzzo e riduce ad una mera provocazione la deliberazione del Consiglio regionale: vale a dire l’azzeramento di tutte le quattro Province e ricorso alla Consulta contro il decreto del Governo se non verrà recepita la deliberazione stesso.
Le novità, e non sono poche, potrebbero invece riguardare la gestione e la durata della fase di transizione.
Inizialmente il Governo Monti era orientato verso i commissariamenti, a partire dal luglio 2013, degli enti destinati all'accorpamento. Questo per accelerare al massimo gli effetti della spending review. Poi, come spiega Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti e dell'Upa (Unione province abruzzesi) ha corretto il tiro, anche per non incorrere in una procedura che avrebbe potuto prestare il fianco a nuovi ricorsi alla Corte costituzionale: «L'ipotesi su cui si sta ragionando è quella di mantenere in carica il presidente della Provincia e il Consiglio sino al 2014. Lo scopo è quello di portare le legislature alla scadenza naturale e di attendere i provvedimenti sulle aree metropolitane. Dovrebbero essere invece sciolte le Giunte. provinciali. L'alternativa è di lasciare solo quattro assessori in ciascun esecutivo, oltre al presidente e ai Consigli provinciali, il che non farebbe che anticipare quanto stabilito nel decreto per le nuove Province».
Che avranno probabilmente anche meno deleghe, a partire dalle due più importanti: viabilità ed edilizia scolastica. E molti meno soldi da spendere. Basti dire che per il 2013 il taglio dei trasferimenti dallo Stato ammonterà a 1,3 miliardi di euro. Con questi presupposti c'è da chiedersi a cosa sia servito il can-can delle settimane scorse per difendere un contenitore già vuoto.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it