Sanitopoli Secondo la Finanza su un milione e mezzo di euro sarebbero 780mila quelli «ingiustificati»
Un milione e 544 mila euro a disposizione, ma di questi ben 780 mila sarebbero «ingiustificati». Ieri, nel corso dell'udienza Sanitopoli, i conti in tasca sono stati fatti all'ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga e a sviscerarli è stato il maresciallo della Guardia di Finanza Luigi Carusi: «Nessun contante, solo assegni bancari, circolari e bonifici, ma sono diverse le operazioni attenzionate dalla procura: una è proprio questa che vede un ingiustificato, in quel milione e mezzo, di 780 mila euro». L'intera cifra è stata depositata tra il 2003 e il 2007 su uno dei suoi conti correnti, ma «solo» 374 mila euro sono frutto degli stipendi ricevuti da Conga prima in qualità di medico dell'ospedale militare e poi in qualità di capo della Asl. «Gran parte dei 780 mila euro – ha spiegato Carusi – provengono dai conti delle sorelle Anna e Giuseppina che hanno versato al fratello un totale di 455 mila euro. Si tratta però di due pensionate che, convocate in caserma, si sono avvalse della facoltà di non rispondere». Secondo la difesa, sostenuta dall'avvocato Cristiana Valentini, le due donne giocherebbero in borsa e da lì avrebbero preso gran parte dei proventi. Altri 100 mila euro sarebbero stati prestati a Conga da un certo Pierluigi Lucci: «abbiamo scoperto - ha sottolineato Carusi - che aveva decine di precedenti, dalla truffa all'usura. Dice di essere un procacciatore di clienti per i casinò, ma guardando i suoi conti e quelli della moglie non abbiamo trovato alcuna somma che potrebbe giustificare un prestito simile». Altri 355 mila invece, sempre secondo la difesa, sarebbero stati girati da Conga da un suo conto su quello finito sotto indagine. E sempre la sorella Giuseppina ha girato a Conga un assegno da 50 mila euro rinvenuto nella Porsche acquistata dal marito della nipote del manager, ma trovata nel suo garage con all'interno, oltre all'assegno, una valigetta con 100 mila euro e una pistola regolarmente denunciata. Ci sono poi altri 58 mila euri versati da Conga nei tre conti della compagna, Serena Palmanella. Carusi ha riferito: «Tra il 2003 e il 2004 ha comprato sei appartamenti, sei garage e sei posti macchina. Di questi – ha spiegato il maresciallo – tre appartamenti (uno da 129 mila euro e gli altri due da 138 mila l'uno), tre garage e tre posti auto intestati a lui, mentre degli altri risultano socie le sorelle attraverso la Mara srl di cui però proprio è Conga il titolare». Sul banco dei testimoni ieri sono saliti anche altri due marescialli: Carlo Antonio Lepore e Fabrizio Russo che il 2 novembre sarà di nuovo in aula. Giuseppina Ivone, curatrice fallimentare del gruppo Villa Pini, ha invece riferito di una situazione passiva di oltre 700 milioni di euro creatasi tra il 2005 e il 2009: «Ora sono in corso i giudizi di opposizione. Le altre case di cura sono state vendute, resta solo Villa Pini. Escludiamo che torni 'in bonis' - ha detto – e abbiamo seri dubbi che si riesca a pagare tutta la situazione debitoria considerando che bisogna ancora definire i ricorsi fatti dalle Asl». Tensioni in aula quando l’ex assessore Antonio Boschetti, quando ha chiosato al maresciallo della Finanza, Fabrizio Russo: ««Se aveste proseguito le indagini sapreste che l'emendamento per i 40 posti letto alla clinica San Raffaele di Sulmona non fu mai approvato». Il pm Giampaolo Di Florio ha urlato «non è lei che deve dare lezioni su come fare le indagini», l’avvocato di Ottaviano Del Turco, Giandomenico Caiazza è intervenuto: «fare opposizione è legittimo. I finanzieri non sono padreterni». Il presidente De Santis, stanco delle continue risse verbali, ha chiuso drasticamente: «non ammetterò più dichiarazioni spontanee».