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Data: 30/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Contributi da restituire, pressing sull’Europa. Barca e Grilli rassicurano, ma la querelle resta aperta

Il centro storico riconquista il simbolo della riscossione delle tasse, la sede della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, proprio mentre in città impazza la protesta contro Inps e Inail che chiedono alle imprese il cento per cento dei contributi non versati dopo il sisma, ottemperando a una precisa richiesta dell’Ue che ha aperto un’indagine per verificare se i benefici siano o no riconducibili ad aiuti di Stato e, come tali, possano alterare illegalmente la concorrenza. E così i due ministri che arrivano per il taglio del nastro in via Zara, Fabrizio Barca della Coesione territoriale e Vittorio Grilli dell’Economia, si trovano innanzitutto a dover fronteggiare la protesta promossa dal 3.32, fisicamente evitata solo grazie a un percorso alternativo. Dal governo arrivano rassicurazioni, ma poche certezze: gli sgravi restano, ma solo per chi ha avuto effettivamente danni. Grilli dice che «c’era stato un brutto malinteso, abbiamo riaperto il dialogo con la Commissione europea, non penso ci sia nulla di cui preoccuparsi». Barca aggiunge che «Inps e Inail avevano il dovere di effettuare la sospensione dei benefici, ma questo è avvenuto mentre il governo ha avviato un confronto con Bruxelles per individuare le modalità con cui tutto coloro che nel cratere hanno ottenuto sgravi fiscali proporzionali ai danni possano far valere i propri diritti». Sul «come» Barca è più chiaro nel pomeriggio, quando affianca Chiodi nel giorno del suo saluto da commissario: «L’Ue ha constatato l’assenza di informazioni. La normativa comunitaria prevede che il soggetto dimostri il legame tra il danno e la calamità e che l’ordine di grandezza dei benefici sia proporzionale al danno». Il governo, dice Barca, ha stabilito un contatto con Bruxelles per individuare quali sono i documenti che potranno consentire a qualunque imprenditore dimostrare che non ha ottenuto vantaggi fiscali, ma solo il ristoro di un danno. Lo stesso Barca, però, ammette che «bisogna lavorare sodo per argomentare e non sarà impresa semplice. Ma ci sono elementi perché con fatica si arrivi a un risultato». Ovviamente non per tutti. «Se un soggetto non ha subito danni, o addirittura ha ottenuto un beneficio, dovrà pagare il 100 per cento» ammonisce il ministro.
Nel frattempo l’Agenzia delle Entrate riconquista i suoi uffici in centro storico, nel nuovo palazzo lungo via Zara di proprietà di Gabriele Valentini. La cerimonia è breve ma molto intensa, concentrata nella sala «6 aprile 2009», colma fino all’inverosimile, tanto che anche un giovane finanziere accusa un lieve malore. La direttrice regionale Rossella Rotondo è visibilmente commossa: «Tornare nel centro storico è il risultato di un impegno assunto dall’Agenzia con grande senso di responsabilità nei confronti della città, che deve tornare a vivere nel suo tessuto economico e sociale». Gianni Chiodi ricorda il supporto e la solidarietà dimostrati dall’Agenzia attraverso la sospensione dei prelievi. Il presidente della Provincia Antonio Del Corvo auspica che questa fetta di centro storico possa tornare a vivere così come accaduto per la zona che ospita gli uffici dell’ente che presiede, in via Aldo Moro. Anche Massimo Cialente è raggiante: «Abbiamo la possibilità per recuperare l’identità dei centri storici, ovvero riportare qui le funzioni che c’erano una volta». Il primo pensiero di Grilli è alle due dipendenti, Luana Mastracci e Maria Gabriella Paolucci, morte nel sisma. Il secondo è alla città: «È un simbolo di ripartenza del centro storico. Così riaffermiamo la presenza dello Stato e del Governo all’Aquila». Barca ne approfitta per fornire altre cifre sulla ricostruzione: «Qualche volta qui ci si dimentica dei risultati raggiunti. Un solo numero: sono rientrati dopo 3 anni e mezzo 35 mila aquilani su 67 mila, oltre il 50 per cento. In Umbria e Marche alla stessa distanza temporale era rientrato in casa solo il 37 per cento». Per Gianni Letta la giornata «segna il ritorno dello Stato in centro, auspicio migliore per la sua ricostruzione. Tutte le polemiche devono considerarsi ormai chiuse, questo è il primo segno di un nuovo inizio». Il direttore nazionale Attilio Befera ricorda le sue origini abruzzesi («Mia madre ha portato sempre i segni del sisma del 1915») e assicura che, per il momento, l’Agenzia non farà come Inps e Inail nel richiedere le tasse.

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