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Pescara, 17/06/2026
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Data: 30/10/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Il voto in Sicilia - Sicilia, vince Crocetta ma alleanze difficili Astensione record, Grillo vola al 18% e pensa al Parlamento: "Io garante"

Alle regionali siciliane ha votato meno del 50%. Il candidato di Pd e Udc eletto presidente con il 30,5%. Musumeci del Pdl al 25,7%. Tracollo del Pdl: 12,9%. Boom di consensi per il M5S che diventa il primo partito dell'Isola. Sel, Idv, Futuro e Libertà fuori dall'assemblea

PALERMO - A governare la Sicilia, se riuscirà a trovare gli alleati necessari, sarà il candidato di centrosinistra Rosario Crocetta. A cantare vittoria dopo il clamoroso voto regionale siciliano è però soprattutto il movimento di Beppe Grillo. Il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri ha raccolto infatti il 18%, regalando al suo partito il primato di formazione politica più votata dell'Isola. Un'affermazione che neppure il più entusiasta tra i sostenitori del comico genovese alla vigilia sperava di poter centrare. Merito, oltre che della sua offerta politica, anche dell'astensionismo da record, con una percentuale dei votanti che si è fermata al 47,4 per cento.

Il candidato di Pd e Udc Rosario Crocetta ha ottenuto il 30,5% dei voti; Nello Musumeci il 25,7%. Sia Crocetta che Musumeci (Pdl-Musumeci presidente-Pid- Adc) hanno ottenuto una percentuale lievemente maggiore della somma dei voti delle liste che li hanno sostenuti. Il terzo candidato alla presidenza più votato è stato Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 stelle che ha ottenuto il 18,17% mentre la lista del M5s ha preso il 14,88% (primo partito dell'isola). Dopo di lui c'è Gianfranco Miccichè col 15,41% delle preferenze mentre le liste che lo appoggiavano Grande Sud-Pds (ex Mpa)-Fli hanno ottenuto complessivamente il 19,99 %. Giovanna Marano ha preso il 6,05% dei voti, le liste che la appoggiavano Idv (3,5%) e Sel-Verdi-Fds-Lista Fava presidente (3,06 %) non hanno superato lo sbarramento e non entrano all'Ars.

TUTTI I RISULTATI

A colpire, oltre all'astensionismo, è il tracollo della lista del Pdl, scesa al 12%,9. In termini di seggi il Movimento 5 Stelle ottiene con il riparto proporzionale 15 seggi all'Assemblea regionale siciliana. Il Partito democratico non va oltre il 13,4% e i 14 seggi. La coalizione del nuovo governatore Crocetta porta complessivamente a casa con il proporzionale 30 deputati (oltre a quelli del Pd, gli 11 dell'Udc e i cinque della lista del presidente). Sull'altro fronte il Pdl si ferma al 12,9% e 12 seggi. Quattro vanno al Cantiere popolare di Saverio Romano (5,85%) e quattro alla lista Musumeci presidente (5.6%). Il 9,53% per il Partito dei siciliani significa dieci seggi, mentre la lista Grande Sud Micciche' si ferma al 6% e a cinque seggi. Restano fuori da Palazzo dei Normanni Futuro e Libertà, Sel e Idv.

Voto Sicilia, Bersani esulta: "Risultato storico"
Grillo primo pensa al Parlamento: "Io garante"

Pd soddisfatto per il vantaggio del suo candidato al governo regionale: "Finalmente competitivi". Grillo si prepara alle elezioni politiche: "Ora non bisogna sbagliare nulla". Casini incalza i democratici: "Progressisti e moderati unica coalizione possibile". Annuncio di Alfano: "Primarie il 16 dicembre, io mi candido"

ROMA - Con oltre la metà dei seggi scrutinati, l'esito delle elezioni siciliane sembra ormai sufficientemente chiaro. A vincere è il candidato di Pd, Udc, Psi e Api, Rosario Crocetta, ma i dati che più terranno banco nel dibattito politico dei prossimi giorni sono l'altissimo astensionismo (oltre il 50%) e il boom di Giancarlo Cancelleri, il canidato del Movimento 5 Stelle, diventato la prima forza politica dell'Isola.

SPECIALE ELEZIONI SICILIANE

"E' la storia che cambia con me. In altri tempi uno come non sarebbe stato eletto", ha commento Crocetta. "Sono riuscito in un miracolo mettendo assieme movimenti antipolitici e partiti".

La gioia di Bersani. E a riprendere il termine "storico" è anche Pierluigi Bersani. Se l'esito del voto regionale in Sicilia sarà quello che si sta delineando fin qui 2 "per noi si tratta di risultati storici", dice il segretario del Partito democratico. "Storici", ha poi spiegato il leader del Pd, rispetto ad una vicenda "che dal dopoguerra ad oggi non ci ha mai visto realmente competitivi e che ora pare dimostrare che si può essere anche vincenti". Secondo il segretario "tocca a Crocetta, e a chi lo ha sostenuto, in particolare al Pd, interpretare con forza l'esigenza di cambiamento che è venuta dall'elettorato siciliano". "Cose da pazzi, è la prima volta dal dopoguerra che c'è la possibilità di una svolta vera", ha poi detto Bersani.

Grillo pensa alle regole. Soddisfatto, naturalmente, anche il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri. "C'è un grande risultato da parte nostra che è quello regionale. Pd e Pdl in sicilia si sono scavati la fossa", ha commentato. "Il risultato per noi - ha aggiunto - è al di là delle aspettative, è una cosa molto bella; non ci interessano poltrone e alleanze di governo, chi ha vinto se la vedrà con gli altri". Un'affermazione, quella del Movimento 5 Stelle, che sembra aver sorpreso anche il suo fondatore. "Io devo essere il capo politico di un movimento, però io voglio solo dirvi che il mio ruolo è quello di garante, di essere a garanzia di controllare, vedere chi entra, dobbiamo avere soglie di attenzione molto alte", scrive Beppe Grillo nel suo blog. Il comico genevose invita quindi i militanti a guardare avanti. "Signori, stiamo per affrontare qualche cosa di straordinario, delle elezioni in Parlamento, un Movimento, elezioni via web, non è mai stato fatto nulla di così straordinario. Facciamo quello che possiamo, le regole sono molte, poi stanno molto attenti se sbagliamo, bisogna non sbagliare nulla".

Il nodo delle alleanze. Malgrado il sucesso del "modello Sicilia", Bersani chiude a ripensamenti nella politica di alleanza portata avanti sin qui. "Noi - dice - abbiamo ferma la nostra proposta, organizzare il campo dei progressisti, cosa che in Sicilia non ha funzionato del tutto, e portarlo ad un colloquio con le forze centrali, moderate".

Casini incalza il Pd. Convinto che occorra fare i conti con l'avanzata del M5S, anche in termini di future alleanze, è invece Pierferdinando Casini. "Se Grillo ha preso questa somma in Sicilia, probabilmente può prendere il 25% in Italia. E' la democrazia: quando il popolo vota ha sempre ragione", dice il leader dell'Udc. "Ma il 25% di grillini - aggiunge - vuol dire che si devono ipotizzare alleanze in grado di tenere il Paese". Per il leader centrista dopo il voto in Sicilia "si comprende che l'area di Grillo prende voti dall'estrema sinistra (Idv e Sel) e dal Pdl", quindi "Bersani dovrebbe trarne qualche somma". Poi, a scanso di equivoci, Casini si fa ancora più chiaro: "La Sicilia ha sempre anticipato le scelte delle politiche nazionali. I risultati di oggi mostrano che l'unico antidoto valido all'antipolitica è il rapporto tra progressisti e moderati. E' un rapporto ineludibile", ma deve "mettere al bando estremismi e populismi come quelli di Idv e Sel".

Vendola frena. Chiamato in causa da Casini, Nichi Vendola non ha tardato a replicare al leader centrista. "Trovo imbarazzante un certo tono trionfalistico di chi commenta il voto siciliano omettendo alcuni piccoli particolari - dice il presidente della Regione Puglia - Quando l'astensionismo supera la metà dell'elettorato vuol dire che la politica nel suo complesso è finita in un buco nero. Quando il presidente eletto a cui faccio gli auguri è stato votato da poco più' del 10% degli elettori siciliani vuol dire che la legittimazione democratica è assai fragile".

Alfano già pensa alle primarie. Ignazio La Russa esclude problemi sulla leadership di Angelino Alfano. Il risultato elettorale in Sicilia, sostiene il coordinatore del Pdl, "non dovrebbe pesare su Angelino Alfano, poi certo si può strumentalizzare tutto. Ma il voto siciliano non dovrebbe pesare sulla situazione del segretario". A dirimire i dubbi saranno le primarie del partito, convocate oggi ufficialmente per il 16 dicembre. "Io mi candiderò, portando avanti i miei ideali che valgono più della mia carriera", ha annunciato Alfano commentando la sconfitta in Sicilia. Sconfitta che in raltà il segretarion non considera tale. "Il risultato del 25% della nostra area che fa riferimento a Musumeci mi sembra straordinariamente positivo. Alle condizioni date è la prova che il centrodestra c'è ed è potenzialmente vincente", ha detto.

Fiducia a Monti. Poi, intervenendo sui conflitti interni al partito, Alfano ha aggiunto: "L'idea che il Pdl sia diviso tra montiani ed anti montiani e che a capo degli anti montiani ci sia Berlusconi è una rappresentazione assolutamente surreale e a tratti comica". "Per quanto ci riguarda - ha concluso - il governo Monti va avanti".

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