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Pescara, 17/06/2026
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Data: 30/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Concorsone, il ministro lo difende a spada tratta. Barca in consiglio comunale: soluzione costituzionalmente inattaccabile Tante le domande e le critiche al governo: dalla filiera ai fondi per le case E

L’AQUILA Non deve essere stata una giornata facile, ieri, peri ministro Fabrizio Barca, che uscito dalla conferenza stampa-comizio del commissario Gianni Chiodi si è dovuto sottoporre immediatamente dopo al fuoco nemico del consiglio comunale. «Sono emozionato», ha esordito di fronte al consesso civico che non vedeva l’ora di trovarselo davanti per esporgli critiche, dubbi, perplessità. Tre minuti più uno a testa: questo il tempo che il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti ha concesso ai consiglieri. Domande sono state poste da Liris (Pdl), De Matteis (L’Aquila città aperta), Vittorini (L’Aquila che vogliamo), Giorgi (Api), Di Cesare (Appello per L’Aquila), Capri (Pd), Perilli (Prc-Fed), Masciocco (Sel), Mancini (Idv), Di Piero (Udc), Properzi (Domani L’Aquila). Molto critici alcuni interventi come, tra gli altri, quello di Liris e Perilli che hanno direttamente chiamato in causa il governo tecnico, reo di aver di fatto commissariato per l’ennesima volta il Comune e di aver imposto un concorso che qualcuno ancora chiede di bloccare (Mancini ha detto, quasi sgolandosi: «Bloccatelo subito!»). Oltre al concorsone, sul piatto della bilancia i consiglieri hanno messo anche la sicurezza al 100% della ricostruzione; l’esaurimento del plafond di 2 miliardi della Cassa depositi e prestiti per la ricostruzione; la sede unica del Comune; lo spopolamento silente della città; la trasparenza dei dati sulla ricostruzione e degli stipendi di coloro che ci lavorano, super-manager in primis; la filiera lenta; le aree bianche; la questione delle circolari Inps e Inail; la pianificazione della ricostruzione. Barca, seduto tra il sindaco Massimo Cialente e l’assessore Marco Fanfani, ha ascoltato in silenzio, la mano sul mento, fino alla fine. È il cosiddetto «concorsone» l’argomento che più gli sta a cuore: «L’alternativa era la proroga dei contratti per un altro anno», ha ricordato, «una soluzione inconcepibile per la ricostruzione di un capoluogo di regione. Il concorso è una soluzione corretta e costituzionalmente inattaccabile. Sarà già chiudibile alla fine dell’anno: il concorso più veloce della storia del Paese». Quanto ai manager, Barca ha sottolineato che «dipenderanno dai Comuni e non dal ministero, quindi non si può parlare di centralizzazione della governance». Saranno pagati «meno di 200mila euro l’anno» e, rispondendo a Di Cesare, «il loro programma sarà reso pubblico». Barca ha poi chiarito una volta per tutte che «non si potrà più ricorrere alla Cassa depositi e prestiti per la ricostruzione. Le risorse di cui la città ha bisogno arriveranno con il rifinanziamento dei capitoli di bilancio». Il ministro ha spezzato, infine, una lancia in favore della bistrattata filiera. «Non mi è sembrata lenta nè cervellotica», congedandosi con un consiglio agli amministratori: «Vantatevi del fatto che dall’inizio dell’anno ci sono in città 1172 nuovi cantieri per la ricostruzione delle case “E”. È lì che sono finiti i 2 miliardi». Intanto oggi in consiglio regionale il consigliere Luca Ricciuti (Pdl) presenterà una risoluzione «per la costituzione in giudizio della Regione nei confronti dei due atti Inps e Inail. Il governo», ha spiegato, «non è in grado di bloccarle».

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