L’incontro di oggi a Roma per discutere del dragaggio del porto si risolverà con una telefonata, se va bene. Il sottosegretario Improta s’è messo in contatto con Guerino Testa, ieri, per comunicargli di non poter confermare l’appuntamento fissato per oggi. Lo stesso esponente del governo s’è però messo a disposizione per ogni chiarimento, che nell’immediato può arrivare anche via telefono.
Duplice la chiave di lettura della situazione: vista da un lato, l’attenzione del governo per l’emergenza del porto pescarese resta confermata in pieno e non sarà il rinvio di un incontro a Roma a compromettere quanto già portato avanti per avviare i lavori a dicembre. Vista dal lato opposto, semplicemente il governo ha già stabilito tempi e scadenze per il bando e non ha più motivi per andarlo a ripetere una volta di più al persidente della Provincia, Testa, e al sindaco Mascia; in altre parole, il tempo del botta e risposta politico è finito e ora si bada al concreto: il dragaggio sarà assegnato a una delle dieci o quindici imprese che hanno manifestato disponibilità a intervenire, ma sui tempi sarà difficile fare sconti. «Ritengo impossibile che la marineria possa uscire in mare a dicembre» aveva detto il sottosegretario Improta giorni fa a margine di un convegno a Francavilla, e questa pare essere la linea che verrà seguita. Si tratta di una soluzione assai poco gradita alla marineria, che minaccia fuoco e fiamme, ma alternative non sembrano essercene al momento.
Ad alimentare tensioni e polemiche sul porto è stato ieri il documento che il consigliere regionale Idv Carlo Costantini ha pubblicato sul suo blog ed è stato raccolto sul web. Costantini riporta il dato certificato del marzo scorso dell’Iss, Istituto superiore della sanità, secondo cui il ddt nel fiume Pescara era stato rilevato eccome, così come aveva fatto l’Indam di Brescia, che aveva eseguito prelievi e analisi per conto della procura. Secondo Costantini le risultanze dell’Iss confermano la bontà del lavoro svolto dalla procura aquilana, che dispose il sequestro della draga, e lo stesso esponente Idv critica le istituzioni locali per non aver diffuso la notizia a suo tempo. Secondo l’Arta, invece, «gli interrogativi sul ddt nei sedimenti portuali non hanno avuto ancora risposte esaurienti e definitive da parte dell’Ispra». Proprio l’Ispra contestò i parametri utilizzati dai laboratori per rilevare il ddt e successive verifiche ridimensionarono di molto l’allarme iniziale. La marineria e gli operatori portuali temono piuttosto che questa sortita di Costantini possa bloccare un’altra volta la procedura di dragaggio che pare imminente.