Signor direttore, sabato pomeriggio ho avuto il piacere di percorrere a piedi il tratto che da via della Pineta (stadio) a via Firenze. Non nascondo la sorpresa di essermi trovato in centro dopo appena 25 minuti di buon cammino. Certo, la giovane età aiuta per le lunghe falcate, ma posso dire con certezza che non è stata una corsa contro il tempo. Anzi, qualcuno mi ha pure superato. Tutto ciò mi ha fatto notare che con un po' di organizzazione personale ogni cittadino può vivere la città in maniera diversa. Più sana, se non altro.
Nel camminare ho avuto la possibilità di incontrare molte persone, che altrimenti, in auto, non avrei potuto notare. E leggere. Ho letto molto durante i 25 minuti. Ho avuto modo di apprendere che l'amministrazione comunale canta vittoria per la prossima apertura al pubblico di un nuovo parco (ex caserma Cocco). E' una bella notizia, sicuramente. Qualcuno potrebbe dire che si è riusciti a strappare un po' di verde al cemento della nostra città; e delle auto. Che mi accorgo essere in quantità infinite per strada. Chi suonava, frenava, imprecava. Dal marciapiede mi accorgevo che quei poveretti nelle auto non era ben sicuri di essere nel loro giorno libero, nel giorno dello shopping, dello svago. Tutti presi a girare maledettamente tra gli isolati dintorno, nervosi, in cerca di un posto.
Ho pensato al nostro assessore al traffico. Chissà quante ore spese a studiare il piano traffico! Chiudiamo lì, apriamo di qua, una rotatoria lì, un marciapiede là. Tutti a fare girotondo. Lui, l'assessore, ha cantato pure vittoria. «Il traffico è vinto, l'aria è più pulita». Macché, ho pensato. L'aria puzzava come sempre, bastava odorarsi gli abiti alla sera, quando si tornava a casa.
Le famose piste ciclabili non sono state più fatte. In compenso i marciapiedi sono nuovi. «Ma sono da solo, il marciapiede è tutto per me», pensavo. Pochi o nessuno hanno fatto come me, quel sabato. Pochi hanno scelto di usare le gambe per arrivare in centro. Allora le macchine son sempre le stesse, pensavo. Semplicemente le fanno girare alla larga dalle centraline di rilevamento dei gas
Insomma, non è cambianto niente. Peccato. Oggi però voglio fare un appello. E mi rivolgo a tutti, amministratori e cittadini. Non ha senso chiudere in qualche giorno della settimana le strade del centro e della periferia. Non ci vuole un genio per capire che si tratta di un palliativo. L'amministrazione comunale (maggioranza e opposizione, per intenderci) abbia il coraggio, insieme con l'azienda ai trasporti metropolitani, di sperimentare un mese diverso in città. Si dia la possibilità ai cittadini di viaggiare in autobus con un biglietto giornaliero a prezzo simbolico (1 euro?), con molti più mezzi pubblici a disposizione e con le strade chiuse alle auto private. Non è difficile. Ci vuole solo un po' di coraggio. E da parte nostra, dei cittadini, solo un po' di buona volontà. Ci accorgeremmo che molte nostre destinazioni sono molto più vicine di quanto immaginiamo.
Gianluca Travaglini Pescara