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Data: 03/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Pd, Ginoble sfida Paolucci: riporto Ilaria in segreteria. Il deputato teramano attacca il segretario: ti sei comportato da vecchio politico

E dal centrodestra arriva la solidarietà di Di Dalmazio: è una donna coraggiosa

TERAMO I vertici del Pd l'hanno espulsa (leggi l'articolo) ma lui è pronto a farla rientrare al suo fianco nella segreteria regionale. Il deputato teramano Tommaso Ginoble sfida la gerarchia del partito e si schiera con Ilaria De Sanctis. La presidente comunale del Pd è stata allontanata nei giorni scorsi dalla segreteria abruzzese per le critiche all'intervento del capogruppo regionale Camillo D'Alessandro nel dibattito all'Emiciclo sul riassetto delle province. L'espulsione, comminata via mail dal segretario regionale Silvio Paolucci, ha suscitato reazioni negative da parte di vari esponenti teramani del partito. Ginoble si spinge ancora più in là e come anticipato alla stessa De Sanctis conferma l'intenzione di spezzare l'esilio forzato della dirigente: «Verrà con me alla prossima riunione della segreteria regionale». Il parlamentare ricorre a questa provocazione per sottolineare la sua contrarietà alla mossa di Paolucci. «Ci si può permettere di espellere una persona per un'opinione diversa?», chiede Ginoble, «se fosse per questo, mi avrebbero già cacciare da tempo dal parlamento». Il deputato rafforza il concetto facendo riferimento ai cambiamenti che investono anche la politica. «E' un atteggiamento un po' datato», evidenzia, «quello di allontanare chi esprime un'opinione anche contraria, soprattutto quando parliamo di giovani forze del partito». Ginoble è per il diaologo «pur di fronte a un errore, ma non è il caso di Ilaria». Il deputato ritiene necessaria una sorta di "libertà di coscienza" su alcune tematiche molto particolari. «Ilaria De Sanctis ha difeso la nostra provincia», afferma, «contro il tentativo di marginalizzarla». Secondo il parlamentare, la Regione non ha fatto una vera scelta sul riassetto delle province lasciando al governo la possibilità di applicare l'accorpamento di Teramo all'Aquila previsto fin dall'inizio. «C'è però ancora tanto lavoro da fare», sottilinea, «e il partito deve rimanere compatto». Il decreto del consiglio dei ministri che dimezza le province va sottoposto al voto di ratifica del parlamento. Ginoble ritiene indispensabile quanto meno un'equa ripartizione di uffici e funzioni tra Teramo e l'Aquila. «Il provvedimento così com'è», conclude, «non può essere votato». A esprimere solidarietà nei cofronti di Ilaria De Sanctis è anche l'assessore regionale Mauro Di Dalmazio. Nella sua pagina di Facebook l'amministratore plaude al coraggio della dirigente del Pd. Nella polemica sull'esito del consiglio regionale dedicato al riassetto dei capoluoghi interviene anche "L'Abruzzo al centro". «Il Pd non tenti di nascondere i propri problemi accusando la Regione», afferma il presidente Francesco Di Giacomo, secondo cui la proposta avanzata dal governatore Gianni Chiodi, che sollecita il governo a una riforma costituzionale per l'azzeramento delle province, è l'unica sensata.

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