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Pescara, 30/03/2026
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Data: 03/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Provincia cancellata in tanti sono con me di Umberto Di Primio (*)

Gentilissimo Direttore, le scrivo non senza rammarico, in quanto sul quotidiano da lei diretto, nella pagina 5 del 1 novembre 2012, leggo un articolo avente titolo "E su Facebook si scatena la lite", nel quale mi dispiace constatare quanto il redattore abbia unicamente evidenziato solo i "post" dei cittadini che mostravano la loro contrarietà alla provincia di Chieti sulla questione del riordino, e in più sotto la mia immagine. Pur accettando che i cittadini commentino liberamente sui social network le varie notizie - per primo, con la mia pagina, mi sottopongo al giudizio della gente - ritengo, proprio per questo, che tutti i pareri debbano essere riproposti dai giornali e non solo una parte di essi. A tal proposito, mi permetto di segnalarle alcuni dei "post" apparsi sulla mia pagina facebook, letteralmente presa d'assalto negli ultimi quattro giorni, nei quali, oltre ai pochissimi aventi lo stesso tenore di quelli da voi pubblicati, ve ne sono tantissimi che esprimono non solo solidarietà al sottoscritto e delusione per quanto il Governo ha deciso sul riordino delle province, ma propongono anche suggerimenti e proposte costruttive per poter cambiare la decisione assunta dal Governo. Voglio inoltre segnalarle che già lo scorso 24 ottobre 2012, in pagina regionale, due giorni dopo la manifestazione in difesa della provincia di Chieti, l'articolista Giuliano Di Tanna, con una distorta interpretazione e descrizione dei fatti, deprecata anche da tantissimi miei concittadini che hanno per questo protestato, ha insinuato che le mani alzate dei manifestanti volessero essere un "saluto romano", con evidenti richiami ad un revanscismo fascista - a quel corteo hanno partecipato un migliaio di persone senza distinzione di colore politico -. Probabilmente il sig. Di Tanna non è mai andato allo stadio o non ha mai partecipato in vita sua a una manifestazione, altrimenti quel commento non avrebbe trovato posto sulle pagine di un quotidiano così importante e diffuso come quello che lei dirige. Distorcere la realtà o fare una inutile caccia alle streghe per sminuire l'importanza di quel momento di partecipazione comunitaria, non fa onore né al giornalista tanto meno a un autorevole giornale quale il suo. Non le chiedo né repliche né precisazioni, ma soltanto di poter continuare a leggere da cittadino il suo giornale sapendo che chi scrive ha ovviamente una sua visione della vita e delle cose, ma che al contempo la stessa non inquina né condiziona la rappresentazione veritiera dei fatti che è il fondamento principale del diritto di cronaca. Con rinnovata stima.

(*)Sindaco di Chieti

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