Cialente presenta un esposto in Procura.
Dopo le decine di ricorsi al Tar Abruzzo, adesso il cosiddetto «Concorsone» approda in Procura. A portarlo è stato ieri mattina il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente in persona. Questo dopo che su un sito internet è comparsa la risposta al quiz che il Formez ancora non pubblicava. «Ho presentato l’esposto in Procura - ha dichiarato Cialente - perchè c’è stata una fuga di notizie gravissima, avvenuta su un sito d’informazione molto, molto vicino al Presidente Chiodi. Voglio che si faccia chiarezza su questa vicenda, fermo restando che sono contrario ad un blocco della selezione, perchè non ci sono i fondi di copertura per prorogare questi contratti, andando così ad una paralisi nella ricostruzione». Dichiarazioni queste di Cialente che cozzano inevitabilmente con quelle rilasciate nei giorni scorsi dall’assessore Stefania Pezzopane che invece chiedeva il blocco della selezione e una proroga dei contratti. Non si è fatta attendere la risposta del presidente Gianni Chiodi che dice: «Cialente vuole sollevare un clamore mediatico partendo da una falsa interpretazione di una notizia. Nella sua immaginazione, ora spuntano siti internet di Chiodi e accusa il sottoscritto di far pubblicare le risposte del concorso. Pensi piuttosto a risolvere i problemi della città da ricostruire - conclude Chiodi - e non perda tempo in vergognose polemiche». Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore regionale Gianfranco Giuliante che scrive: «Formez a casa, perché non è assolutamente terzo. Cialente pure. Mettiamo fine ad una farsa di un concorso che si riserva comunque di determinare i vincitori, attraverso un punteggio "all’orale" capace di capovolgere qualsivoglia giudizio emerso dalle prove scritte». Ma anche dal Consiglio comunale arrivano le risposte a quello che sta diventando un caso mediatico. Il consigliere Angelo Mancini dice: «Dopo la falla che si è scoperta e dopo le poco convincenti spiegazioni fornite dallo stesso Formez, l’amministrazione comunale deve ritirare la delibera con la quale si affidava a questo organismo la gestione del concorso. Contestualmente bisogna procedere alla selezione del personale, applicando il decreto legislativo 150 del 2009, il quale prevede che si possa fare riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all’assolvimento dei servizi, altrimenti non attuabili o comunque non con identico risultato». Adesso si dovrà aspettare per vedere se la Procura aprirà o meno un fascicolo d’indagine per questa vicenda, cosa che avverrebbe solo se venissero ravvisati rilevanti profili penali di colpa. Intanto, con una nota interviene Formez, che spiega: «Dall’indagine interna non è emersa alcuna falla nella banca dati del Formez né nella procedura, né è emerso alcun comportamento irregolare tra i dipendenti dell’istituto, i quali garantiscono imparzialità e correttezza nei concorsi Ripam da quasi 20 anni. Formez Pa - si legge ancora nella nota - intende rassicurare sia i concorrenti sia le autorità sulla piena regolarità e trasparenza delle procedure e quindi sulla prosecuzione della selezione secondo il calendario regolarmente comunicato sul sito di Formez Pa e in Gazzetta ufficiale. In merito al quiz anticipato nello stesso giorno in cui venivano pubblicati tutti i 4000 quesiti, Formez Pa conferma che - prosegue la nota - si tratta solo di un quesito esemplificativo che fa parte del ristretto numero dei quesiti-prova che comunque non saranno sorteggiabili e somministrati il giorno dei test».