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Pescara, 30/03/2026
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Data: 03/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse regionali, taglio di 147 euro a famiglia. La proposta è sul tavolo del governo. Masci: abbiamo la forza e i numeri per ottenere il via libera (Guarda la tabella)

L’assessore al Bilancio: abbiamo risanato senza fare un euro di debito

PESCARA Pronto il piano della Regione per la riduzione delle tasse a partire dal 2013. Il piano è sul tavolo del ministero dell’Economia in attesa del via libera. L’Abruzzo non può infatti agire autonomamente sulla leva fiscale perché è ancora una regione in piano di rientro. «Ma abbiamo la forza e i conti per farlo», dice l’assessore regionale al Bilancio Carlo Masci. La risposta dovrebbe arrivare entro novembre per dare la possibilità alla giunta regionale di inserire la manovra in Finanziaria. Oggi le maggiori aliquote Irpef e Irap, introdotte nel 2007, sono pari allo 0,50% e allo 0,95%, per un prelievo totale di 136,22 milioni di euro, suddivisi in 67,91 milioni di maggiore prelievo Irpef e di 68,31 milioni di maggiore prelievo Irap. Soldi destinati al pagamento dei debiti della sanità (le cosiddette cartolarizzazioni: 98,08 milioni di euro l’anno fino al 2014, che scenderanno a 77,12 milioni nel 2015 e a 56,15 milioni nel 2016) e dei deficit delle Asl. L’abbattimento delle aliquote è ora possibile, secondo Masci, perché dal 2010 la sanità è in attivo. Si sono dunque liberate risorse che potrebbero tornare ai contribuenti. A gettito invariato le risorse liberate sono 38,10 milioni nel 2012, saranno 39,69 milioni nel 2013, 39,69 milioni nel 2014, 60,64 milioni nel 2015 e 81,60 milioni nel 2016. In quattro anni la regione potrebbe dunque ridurre le tasse per un totale di quasi 250 milioni di euro. A regime le 462 mila famiglie abruzzesi potrebbero contare su una riduzione media delle tasse di 147 euro l’anno, se tutta la riduzione andasse a loro favore, come prevede una delle ipotesi in campo. Il piano prevede infatti tre ipotesi che saranno discusse in sede di Patto per lo sviluppo con sindacati e associazioni delle imprese. La prima ipotesi prevede una riduzione contemporanea di Irap e Irpef (vedi tabella) con le aliquote che nel 2016 si attesterebbero rispettivamente allo 0,38 e 0,20. La seconda ipotesi prevede una scelta a favore delle famiglie e dunque dei consumi, con la riduzione totale dell’aliquota Irpef (0,21 nel 2013 e 2014; 0,06 nel 2016, zero nel 2016) con mantenimento dell’attuale aliquota Irap. La terza ipotesi interesserebbe solo le imprese attraverso una riduzione totale dell’Irap (0,39 nel 2013 e 2014; 0,11 nel 2011 e zero nel 2016) e il mantenimento dell’aliquota Irpef. «La nostra priorità va verso le famiglie a basso reddito e le imprese» precisa l’assessore Masci. Riuscirà la Regione a ottenre la riduzione? «La difficoltà sta nel governo, non in noi» dice Masci. «Eravamo la regione più indebitata e più tassata. Oggi con l’azione portata avanti da Gianni Chiodi siamo una delle regioni più virtuose e ci chiamato da tutta Italia per chiederci consiglio su determinati provvedimenti. In alcune cose, come la riduzione dei costi della politica o il taglio degli enti strumentali, abbiamo anticipato Monti». Questo nonostante una riduzione dei trasferimenti statali che in 4 anni è stata di 1 miliardo 300milioni l’anno a partire dal 2008. «Ma non abbiamo fatto un euro di debito. Abbiamo efficientato e razionalizzato le risorse. Prima di noi ogni settore spendeva senza avere la copertura di Bilancio. Oggi si può spendere solo se c’è la copertura. È la stessa operazione di controllo che sta facendo Monti». La diminuzione delle spese «non ha portato negatività», aggiunge l’assessore. «Se penso alla qualità dei servizi oggi in molti parametri l’Abruzzo non è certo tra le ultime regioni». A chi obietta che le risorse perse con la riduzione delle tasse potrebbero essere utilizzate per settori in sofferenza, per esempio il sociale, Masci risponde che «l’abbassamento delle tasse è un segnale forte di risanamento. I soldi devono tornare ai cittadini e non essere utilizzati dalla politica». Quanto alle risorse, Masci punta sui Fas («siamo la prima regione ad avere i fondi sbloccati) e al «potenziamento dei fondi Ue».

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