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Data: 04/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Di Pietro a Crozza: «Fai del killeraggio» L’ex pm annuncia querele: «Report ? Un agguato travestito da inchiesta». De Magistris e Orlando scaricano Tonino

ROMA Un’«imboscata», un’operazione di «killeraggio mediatico-politico». Messo all’angolo dall’ultima puntata di Report, amareggiato dalle gag del suo ex amico Crozza, scaricato anche da Orlando e De Magistris e con un partito sempre più diviso e in cerca di un nuovo leader, Antonio Di Pietro non pensa neppure lontanamente a dimettersi e passa al contrattacco. Lo fa con una «operazione verità» sulle sue case, cominciata ieri su internet, e annunciando querele. «Il passo indietro nella mia vita l’ho fatto due volte, rinunciando alla toga e a un posto da ministro, ma ci sono occasioni in cui non bisogna arretrare di un millimetro ma combattere a viso aperto» scrive l’ex simbolo di Tangentopoli sul suo blog. Il destinatario del post è Maurizio Crozza, colpevole di aver ironizzato, travestito da “padrino”, sui risultati delle elezioni in Sicilia e sulle vicende che vedono protagonista l’ex pm. «Se persino una persona come te, che alle logiche faziose non ha mai obbedito, contribuisce a divulgare, in perfetta buona fede, le bugie che sono state dette in questi giorni, è segno che la campagna di disinformazione e calunnia ha raggiunto davvero livelli molto allarmanti» scrive Di Pietro, per il quale anche gli uomini dello spettacolo possono finire al servizio della politica: «In Italia, come sai, non solo i politici rispondono agli interessi di fazione ma anche giornalisti, conduttori e persino uomini e donne di spettacolo si prestano spesso a operazioni di killeraggio per conto del padrino politico di turno». L’amaro sfogo di Tonino chiama in causa anche Berlusconi «che con le campagne di calunnie ci andava a nozze» e prosegue con la pubblicazione sul suo blog delle visure catastali degli appartamenti che sono stati al centro dell’ultima puntata di Report. «Ho dimostrato, con le visure catastali, che un modesto appartamento diviso in due e da me regalato nel 2008 ai miei figli Anna e Toto, a Milano, è diventato nella campagna di calunnia “15 case”». Poi, parte l’affondo contro la trasmissione della Gabanelli: «Ho messo a disposizione di chiunque i documenti che dimostrano come in quell’agguato travestito da inchiesta siano state fatte passare per mie proprietà marciapiedi, svincoli, strade di accesso e persino giardinetti pubblici». Ma a dare un dispiacere a Di Pietro sono anche Luigi De Magistris e Leoluca Orlando. I due sindaci più rappresentativi della stagione dei successi dell’Idv prendono le distanze da Tonino e dall’abbraccio a Grillo. E lo fanno con toni davvero duri. «L’Idv non è finita, è morta. Non mi interessa il futuro di Tonino, ma cosa può nascere dalla situazione in cui siamo» sentenzia Orlando, per il quale la soluzione non è certo «fare un congressino» e Grillo «non è la terapia ma il termometro». A non vedere margini per un rinnovamento interno è anche De Magistris, che lancia la sua “lista Arancione” e chiede di aprire una stagione nuova: «Basta con la concezione padronale del partiro, Di Pietro doveva essere più coraggioso invece di dedicarsi alla gestione verticistica. Adesso che l’Idv è colpita dalla questione morale, Tonino faccia un passo di lato...».

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