Il Pd non gradisce le ingerenze e replica: «Il Pdl guardi in casa sua»
Riordino delle Province: Brucchi chiama a raccolta i sindaci di tutte le città capoluogo penalizzate dal decreto legge approvato dal Governo. Ieri il primo cittadino teramano ha inviato una lettera-appello facendosi promotore di una grande manifestazione che si dovrà svolgere a Roma nel giorno in cui il Parlamento dovrà decidere sulla conversione in legge del decreto. Una scelta che non piace al Pd, che attacca il sindaco e tutto il Pdl accusandoli di non essere riusciti finora a presentare una proposta unitaria e credibile.
«Dobbiamo far sentire la nostra voce, assieme e con determinazione», scrive Brucchi, per invitare tutti i sindaci dei capoluoghi «cancellati» a manifestare contro il riordino delle Province, che definisce un «pastrocchio all'italiana». Secondo Brucchi «la cancellazione delle province provocherà danni irreparabili. Non si tratta di difendere poltrone ma innanzitutto un'identità culturale, storica, sociale, salvaguardare posti di lavoro, senza dimenticare il depauperamento istituzionale e amministrativo che ne conseguirà per territori che perderanno realtà amministrative importanti». Nella lettera viene inoltre ribadita la necessità di una legge costituzionale per mettere in atto la cosiddetta spending review, «che sappia dare la giusta lettura delle peculiarità di ogni territorio, che possa aprire alle giuste prospettive, che sia in grado di disegnare un futuro di crescita e sviluppo per le nostre città, anziché di involuzione, come il decreto in questione lascia presagire».
Brucchi, insomma, crede che non tutto sia perduto e sceglie di giocare quest'ultima carta. Intanto, però, non si placano le polemiche con il Pd, che si incrociano anche con il «caso De Sanctis», la presidente comunale del partito estromessa dalla segreteria regionale per le sue polemiche verso Camillo D'Alessandro e l'adesione alla manifestazione organizzata a L'Aquila da Brucchi e Teramo Nostra per difendere Teramo capoluogo. Al Pd non è piaciuta l'ingerenza di Brucchi sulla questione. «Il Pdl guardi in casa propria, non si approfitti delle nostre discussioni interne per sviare l'attenzione da problemi ben più grandi», è la sottolineatura del presidente regionale del Pd Manola Di Pasquale. «Noi - aggiunge il capogruppo in consiglio comunale, Giovanni Cavallari - non ci siamo mai permessi di chiedere come mai da mesi non riescono a nominare il loro capogruppo in Consiglio e non vogliamo che la realtà venga mistificata a tal punto da far ricadere su di noi le colpe della mancata salvezza per Teramo: il Pdl con 4 presidenti di Provincia e 3 sindaci su 4 capoluoghi del centrodestra non ha saputo presentare una proposta valida e realizzabile».
Il Pd invita invece a concentrarsi sugli obiettivi raggiungibili, come la salvaguardia degli uffici presenti sul territorio, unica battaglia possibile qualora il decreto fosse convertito in legge e venisse rigettato il ricorso alla Corte costituzionale. «E' importante- conclude Di Pasquale- che i territori dialoghino per la ripartizione degli uffici, e per questo Brucchi dovrebbe trattare con il sindaco Cialente».