Pietro Voci e Vincenzo Ambrosio sono i nuovi commissari ad acta della Regione. Designati dal ministero dell’Economia saranno nominati nei prossimi giorni, in accordo con il presidente della Regione Stefano Caldoro. Voci e Ambrosio sono dirigenti del dipartimento di ragioneria generale del ministero. Voci (figlio dell’ex prefetto Alessandro) si occuperà del piano di risanamento delle imprese dei trasporti, in particolare di Eav (Ente autonomo Volturno). Ad Ambrosio spetterà il piano di stabilizzazione finanziaria. Un progetto che renderà possibile le dismissioni e la riorganizzazione del patrimonio immobiliare della Regione, oltre all’accorpamento delle società partecipate. Il decreto sarà pubblicato nei prossimi giorni in Gazzetta ufficiale.
La loro nomina era attesa da tempo. Si tratta del primo tassello importante per il salvataggio di Eav, per il quale lo stesso Caldoro si era battuto qualche mese fa, affinché il governo inserisse una norma ad hoc nel decreto sviluppo. A giugno, dopo l’approvazione della norma, si era gridato al miracolo ma poi tutto era rimasto fermo. Così l’Eav rischiava di sprofondare nel suo deficit di circa 600 milioni. Ora, dopo 4 mesi e 7 lettere di sollecito inviate dal governatore Caldoro, sembra essere arrivata la svolta. La norma (contenuta nell’articolo 16 del decreto “Misure urgenti per la crescita del paese”), fissa un piano quinquennale di rientro con le prime due tranche di 200 milioni in totale, da corrispondere ai creditori tra il 2012 e il 2013, a carico dei fondi Fas regionali.
L’arrivo del commissario per i trasporti, in base ai suoi poteri in deroga alle leggi regionali, garantirà lo sblocco di 100 milioni per il 2012 e di altri 100 milioni per il 2013, fino a giungere ai 600 milioni necessari per il risanamento, assicurati con una quota minima delle addizionali tolte alla sanità. I benefici dovrebbero vedersi subito, non appena sarà disponibile la prima tranche.
Ora si avvierà il piano di risanamento vero e proprio della holding. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, si procede alla ricognizione di debiti e crediti della società per quanto riguarda il trasporto su ferro.
Nei successivi 60 giorni, sulla base delle risultanze dello stato dei debiti e dei crediti, il commissario elabora un piano di rientro dal disavanzo accertato e un piano dei pagamenti della durata massima di 60 mesi, da sottoporre all’approvazione dei ministeri dell’Economia e finanze e delle Infrastrutture e dei trasporti. Qui viene istituito un tavolo tecnico per la finanza pubblica, dove saranno verificati gli adempimenti regionali. In cambio della salvezza, però, la Regione dovrà sfoltire le aziende della holding e ridurle a due, una per le infrastrutture (stazioni e binari) e l’altra per i servizi.
Intanto, in attesa della ripresa, continuano i problemi delle società legate al gruppo Eav. I lavoratori di Circumvesuviana annunciano una tregua temporanea dei blocchi, dopo aver ricevuto soltanto la metà degli stipendi. Stessa trafila per i 1.200 dipendenti di Eavbus, società che ha appena cominciato il percorso fallimentare, 39 i milioni di debiti accertati.
Il settore trasporti è uno dei più disastrati della regione. Su quello che era il gioiello dell’era Bassolino pende un deficit di circa 900 milioni. E il disastro coinvolge tutte le società. Anm attende dal Comune 230 milioni. Dal 2005 ad oggi il personale dell’azienda di mobilità del Comune è calato a 940 unità. Su tutto, pesa il taglio dei trasferimenti del governo. A Napoli sono arrivati 50 milioni in meno negli ultimi 2 anni e per il 2013 ne taglieranno altri 30. «Un trasporto pubblico in lenta agonia commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania continui tagli, una politica che non risolve sono ingredienti che portano un peggioramento generalizzato del trasporto pubblico nella nostra regione con i cittadini che continuano a pagare per avere servizi peggiori».