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Data: 04/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Detrazioni, platea ridotta per aumentare l’importo. La soglia per i nuovi benefici potrebbe scendere a 40 mila euro

ROMA - Più detrazioni su lavoro dipendente e sui carichi familiari. Ma concentrate su una massa di contribuenti più limitata. Quella numericamente maggioritaria e meno abbiente. La maggioranza che sostiene il governo cerca una soluzione per non disperdere quel poco di risorse (1 miliardo di euro nel 2013) concesse dalla legge di stabilità per ridurre il carico fiscale. Dalle prime simulazioni, infatti, è emerso che spalmando i fondi sui primi tre scaglioni fino a 55 mila euro l’anno il beneficio in busta paga, il prossimo anno, sarebbe in media di 60-70 euro per contribuente e in pochi casi si supererebbe quota 100. Una cifra giudicata troppo bassa, anche se chi sta lavorando al provvedimento fa notare che dal 2014 le risorse, su questo fronte, raddoppieranno e saliranno ben oltre i 2 miliardi dando maggior sostanza all’operazione. Così l’idea che si fa largo con forza in queste ore è quella di abbassare la soglia dei beneficiati sotto i 40 mila euro di reddito con l’obiettivo di rendere più visibile l’operazione. In questo modo, 1,3 milioni di contribuenti (quelli che galleggiano tra 40 e 55 mila euro di reddito) sarebbero esclusi dall’aumento delle detrazioni. Un sacrificio che permetterebbe ai 16 milioni che dichiarano una cifra inferiore a 40 mila euro di godere di qualche sgravio in più. Già adesso, peraltro, la detrazione da lavoro base, di 1.840 euro per chi ne dichiara non più di 8 mila, si riduce progressivamente fino a diventare quasi nulla dai 50 mila euro di reddito in su. Mentre sui carichi familiari, le detrazioni sono comunque più generose verso le classi di reddito più alte. La detrazione sui figli è al massimo di 900 euro (mille per i disabili), anche qui decrescente e scompare per chi guadagna più di 95 mila euro (110 mila con due figli). Quella sul coniuge, 800 euro di base, si annulla sopra gli 80 mila euro.
Un altro fronte caldo è quello della stretta sugli sgravi. Cancellata la contestatissima retroattività (il nuovo regime scatterà infatti dal 2013 e non dal prossimo anno come aveva indicato il governo in un primo tempo), si lavora su tetti e franchigie. Nel mirino c’è il tetto di 3 mila euro alle spese da portare in detrazione. Su questa delicata partita c'è ormai un accordo condiviso dalla maggioranza di eliminare gli interessi passivi del mutuo dal mazzo delle voci che cadono sotto la tagliola del tetto. La ragione è che chi paga un mutuo raggiunge quasi sempre i 570 euro sottraibili dall'imposta (il 19% di 3 mila euro). Con il risultato di non poter più detrarre altro.
Molto più complessa la questione sulla franchigia di 250 euro da applicare alle deduzioni. La norma è scritta in modo tale da produrre effetti paradossali. Come spiega il relatore della Pd Pier Paolo Baretta: «Se un contribuente nel corso di un anno sostiene molte spese mediche ma supera i 250 euro – ragiona il parlamentare – non può portare in detrazione nulla perché non gli viene consentito di cumulare le diverse ricevute che ha in mano. Al contrario un'altra persona che in un anno ha una sola ricevuta superiore ai 250 euro della franchigia rientra nell’area della deduzione». Per superare il problema, si è lavorato negli ultimi giorni su un ventaglio di tre ipotesi. Eliminare tout court la franchigia (la meno percorribile per ragioni di copertura), escluderla per le spese mediche oppure operare una scrematura salvando le voci più importanti. Ma nelle ultime ore si è affacciata un’idea più suggestiva. E cioè estendere da 15 a 30 mila euro la soglia delle classi di reddito escluse dalla franchigia. Un sistema che avrebbe lo stesso obiettivo dell’operazione Irpef: sostenere le famiglie posizionate negli ultimi scaglioni di reddito. Per quanto riguarda il cuneo fiscale, in cima alla lista dei desideri di Confindustria come più volte ribadito dal presidente Giorgio Squinzi, si punta a investire 1,7 miliardi del piano Giavazzi sul riordino degli incentivi alle imprese mentre nel 2014 si potrebbe fare leva sull’Irap e arrivare così a ridurre complessivamente di un punto il cuneo fiscale.

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