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Data: 04/11/2012
Testata giornalistica: Ferpress
ATAF: Bonaccorsi, il problema sono i tagli. Perché i sindacati si svegliano ora?

“Ataf non può essere Pantalone che paga per tutti. Al contrario, le aziende pubbliche devono avere i conti a posto, per evitare che i loro costi ricadano su tutti i cittadini e tutti i lavoratori con l’aumento delle tasse” lo afferma in una dichiarazione il direttore generale dell’Ataf di Firenze Filippo Bonaccorsi commentando le dichiarazioni dei sindacati sugli ipotizzati esuberi in azienda.
”Ataf – ricorda il manager – dal 2002 al 2009 ha perso l’astronomica cifra di 41,5 milioni di euro: soldi pubblici, non dei privati. I Comuni soci, ed il socio di maggioranza per primo, hanno già messo mano ai loro bilanci nel 2006 per ripianare parte di quelle perdite. Noi abbiamo rimesso i conti a posto e adesso portiamo utilità che serviranno a coprire le perdite accumulate negli ultimi anni. Per quanto riguarda le ipotesi di esuberi, se vi saranno, non andranno certo imputati alla privatizzazione ma al taglio di chilometri e quindi, di soldi, che Ataf ha subito negli ultimi anni: la verità è che bisogna ridare ai cittadini quei tre milioni di chilometri di servizi che sono stati tolti e all’azienda i corrispettivi corrispondenti. In questo modo scomparirebbero tutte le preoccupazioni, anche dei sindacati”.

“Vale la pena ricordare che il taglio di chilometri e di soldi non è stato certo deciso da Ataf, che di questo vive. Di questi tagli si sono accorti certamente i passeggeri, che nel giro di due anni hanno visto sparire ben 11 linee. Stupisce che i sindacati si sveglino oggi, dicendosi preoccupati. E stupisce soprattutto che siano siano proprio gli stessi sindacati che fino a ieri hanno invocato la gara regionale e l’azienda unica: facevano finta di non sapere cosa significa a livello occupazionale accorpare venti aziende diverse e passare dai 110milioni di chilometri all’anno attuali ai 90 milioni previsti dal bando di gara regionale?”, prosegue Bonaccorsi.

“Per quanto riguarda i lavoratori di Tecnobus e dell’azienda che ha in appalto il servizio di pulizia dei mezzi e degli immobili, si ricorda che si tratta di soggetti privati che hanno vinto delle gare e verso i cui dipendenti Ataf non ha ovviamente nessuna responsabilità: Ataf, per queste aziende, è un cliente come altri. Anche Opitec è un’azienda privata: Ataf possiede infatti solo il 15% del capitale che è in procinto di cedere all’Ati guidata da Busitalia. Ataf, inoltre, ha risolto la dinamica dei flussi finanziari proprio in questi giorni- conclude la nota.

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