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Pescara, 30/03/2026
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Data: 04/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso il voto regionale - Politiche, Chiodi resta un enigma. Sospiri: «Le candidature le decide il partito, lui farebbe bene a non lasciare la Regione e a recuperare l’intesa con i moderati»

Chiodi: «Non correrò per il Parlamento». Ma nel Pdl le sue parole sono accolte con scetticismo

PESCARA - Presidente Chiodi, qualcuno nel suo partito la invita a rimanere alla guida della Regione per completare il lavoro fatto in questa legislatura. «Esatto». Questo cosa significa, la rinuncia ad una eventuale candidatura in Parlamento che eviterebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale? «Più chiaro di così...».
Gianni Chiodi ribadisce un concetto più volte espresso nelle ultime settimane: «Io continuo a lavorare come se dovessi fare il presidente della Regione per i prossimi vent'anni». Eppure nella coalizione che lo sostiene c'è chi giura che il governatore abbia iniziato a puntare lo sguardo verso Roma, anche se un po' tutti sono in attesa della nuova legge elettorale prima di uscire allo scoperto. C'è anche una data, a gennaio prossimo, che potrebbe coincidere con il «rompete le righe».
Nel Pdl c'è però chi è pronto a mettere le ganasce alle ruote di Gianni Chiodi, come Lorenzo Sospiri, consigliere regionale e coordinatore del Pdl di Pescara: «Chiunque può pretendere una candidatura in Parlamento, posso pretenderla anch'io, se me lo consentite. Ma decide il partito e ci vogliono le preferenze, mentre con l'attuale legge elettorale l'unica strada per dare la parola ai cittadini è quella delle primarie, anche per chi punta alla Camera o al Senato». Dunque anche Chiodi dovrebbe passare da lì? «Penso che Chiodi dovrebbe continuare a fare il presidente della Regione. Primo, per portare avanti la fase due, quella dello sviluppo, dopo avere centrato l'obiettivo del risanamento dei conti. Secondo, per non interrompere anzitempo la legislatura». Ma con i sondaggi che danno in caduta libera il Pdl, non sarebbe un rischio gettare nuovamente Chiodi nell'arena delle elezioni regionali? «Io li guarderei bene gli ultimi sondaggi. Il Pdl è dato al 23%, l'Udc al 7,5%. Se fossi nei panni di Chiodi lavorerei soprattutto a questo, a recuperare l'alleanza con i moderati, perché in Abruzzo il dato vero è che il centrodestra, insieme, può tornare a vincere e che la partita non è affatto persa».
Anche Carlo Masci, assessore regionale al Bilancio e leader delle liste civiche Pescara Futura e Rialzati Abruzzo, ipotizza lo scenario delle primarie per chi intende fare il salto in Parlamento: «Con questa legge elettorale non ci sono scelte, è l'unico modo per restituire la parola ai cittadini che oggi chiedono alla politica di attuare un vero rinnovamento». Masci, non è un mistero, dopo vent'anni di trafila nelle amministrazioni pubbliche, punta dritto a Palazzo Madama: «Quando sarà il momento lo chiederemo alla base del nostro movimento». Una lista civica ormai organica al Pdl quella dell'assessore regionale, che a livello nazionale ha come riferimento comunque uno dei leader pidiellini, Gaetano Quagliarello. Masci giudica legittima anche l'aspirazione del coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, ad una candidatura bis al Senato: «E' giovane, al primo mandato, lo trovo naturale».
La politica nazionale, con il confronto Berlusconi-Alfano, condiziona tutto nel Pdl, anche a livello locale. E' però la fine anticipata della legislatura regionale a non andare giù a molti esponenti del partito di Chiodi. Se il governatore dovesse dimettersi nel prossimo mese di gennaio, si tornerebbe alle urne a giugno. Se invece rimarrà al suo posto si voterebbe nel dicembre 2013 o, al più tardi, nel gennaio 2014.
Come dire, da qui a Natale la politica si gioca tutto. Con l'incubo di restare sepolta anche in Abruzzo da una risata di Beppe Grillo: l'ultimo sondaggio Gpg-Sp dà già il suo Movimento 5 Stelle al 14%. Ma guadagna un punto al mese.

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