Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/03/2026
Visitatore n. 752.741



Data: 04/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Contributi Inps e Inail il governo corre ai ripari

Tutto da rifare, o quasi. Della serie «fino ad ora si è scherzato», si potrebbe ben dire, visto che l’Europa, dopo tre anni e mezzo dal terremoto, vuole sapere su quali basi il governo italiano ha concesso uno sconto del 60 per cento sulla restituzione delle tasse non pagate dopo il terremoto. Una vicenda kafkiana. Bruxelles ce l’ha con l’Italia - e non poco - perché non ha mai inoltrato, per nessuna calamità, le pratiche relative agli sgravi fiscali concessi, così come prevede la normativa in materia di aiuti di Stato. Un vulnus clamoroso nell’apparato amministrativo italiano che ora rischia di infliggere un danno non di poco conto alle imprese aquilane. Alcune di esse, infatti, potrebbero addirittura vedersi revocati i benefici e, dunque, essere costrette a restituire integralmente i contributi non versati. Ma questo è solo uno degli scenari possibili.
Per ora la questione investe solo imprese e professionisti. L’Agenzia delle Entrate, infatti, al momento non farà come Inps e Inail e, dunque, non chiederà anche ai cittadini la restituzione al cento per cento. E anche da Inps e Inail, dopo le pressioni del territorio, arrivano segnali di apertura: fino al 16 dicembre e non più fino al 22 ottobre, infatti, saranno considerati regolari ai fini del rilascio del Durc tutti soggetti che stiano già effettuando la restituzione rateale al 40 per cento. Con una postilla: «Salvo l’esito della decisione della Commissione europea». Questa proroga di quasi due mesi, in soldoni, consente di avere altro tempo per la «trattativa» con l’Europa. Che si annuncia, come ha detto anche il ministro Barca, tutt’altro che semplice. L’istruttoria, infatti, va riaperta daccapo. Il governo, seppur con un ritardo ventennale (nessun Esecutivo si è mai premurato di fare nulla) si è messo in moto proprio a seguito del caso-L’Aquila. È stata approntata una commissione interministeriale che dovrà studiare la materia e ipotizzare soluzioni. L’Ue vuole che si dimostri il corretto rapporto tra danni subiti a causa delle calamità e benefici concessi. In poche parole che gli sgravi siano semplicemente il ristoro per le conseguenze del sisma. Il testo di riferimento in materia è l’articolo 107 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea che norma le deroghe alla incompatibilità degli aiuti di Stato e i casi in cui la Commissione Europea può discrezionalmente dichiarare compatibile l’aiuto. La stessa norma prevede che siano ammessi «gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali» e «gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse». Per L’Aquila, ad esempio, si potrebbe dimostrare che sono pochissime le imprese che concorrono sui mercati europei e dunque non è stata alterata alcuna concorrenza. «Temo che le nuove scadenze di Inps e Inail non siano sufficienti per risolvere la situazione - dice il deputato pd Giovanni Lolli -. Dunque probabilmente sarà necessaria una mobilitazione per ottenere più tempo senza che durante il dialogo con l’Europa arrivino le cartelle esattoriali». Nel frattempo proprio Lolli ha ottenuto i complimenti di Casapound per non aver dato il suo voto di fiducia all’Esecutivo in segno di protesta.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it