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Data: 05/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Imu, una maxi-stangata per chi affitta. Confedilizia: «Aumenti fino al 2000% rispetto all’Ici». La conseguenza potrebbe essere un’ondata di sfratti

MILANO Una stangata senza precedenti che potrebbe produrre una nuova ondata di sfratti. I primi calcoli sui nuovi regolamenti pubblicati dai comuni lo scorso 31 ottobre hanno fatto esplodere un nuovo allarme: «Per i contratti a canone calmierato si arriva ad incrementi del 1000 e 2000%, con una media di più del 200% rispetto all'Ici», ha sottolineato il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, che parla di «morte dell'affitto legale, con il risultato di un aumento enorme delle spese per l'assistenza da parte di Comuni a chi resterà senza alloggio». Una mappa ragionata ancora non esiste ma sui contratti a canone concordato gli aumenti arrivano sino all'incredibile 2770% nel caso della città di Venezia come denunciato dall'ufficio studi di Confedilizia. Sui contratti concordati è in corso un tentativo per riportare l'aliquota nazionale al 3,8 per mille, cioè alla metà di quella base: è uno degli emendamenti sul tavolo del braccio di ferro parlamento-governo sulla Legge di stabilità che proprio oggi entra nel vivo della maratona parlamentare, che si concluderà tra la fine della settimana e l'inizio della prossima, visto che il testo è atteso in aula martedì 13 novembre. Sicuramente relatori e governo dovranno fare i conti con le pressioni sempre più forti delle associazioni della disabilità che puntano a ripristinare i fondi per i malati di Sla (600 milioni solo per i gravissimi, che minacciano azioni estreme oltre allo sciopero della fame), gli assegni di accompagnamento e altri servizi sociali tagliati in modo indiscriminato dal Tesoro: ieri il fronte delle proteste si è allargata a quasi tutte le forze politiche e spingerà i relatori, Pier Paolo Baretta del Pd e Renato Brunetta del Pdl, a trovare una soluzione nell'incontro di questa sera con il ministro Vittorio Grilli. La riunione di oggi tra relatori e ministro è un passaggio cruciale: il Tesoro dovrebbe presentare le quantificazioni esatte delle diverse modifiche su cui si è raggiunta una intesa di massima giovedì, dipanando la nebbia che oggi grava sulle possibili destinazioni dei risparmi prodotti dalle tre grandi novità rispetto al testo del Governo. In base all'intesa salta il taglio di un punto dell'Irpef, viene cancellato l'aumento dello scaglione dell'Iva al 10% e il taglio, peraltro retroattivo, delle deduzioni e detrazioni. Sulla carta nel 2013 dovrebbero essere disponibili un miliardo di euro destinati a salire a 3,1 miliardi per il 2014 che scendono a 2,5 miliardi nel 2015. Sulla destinazione di queste possibili risorse Pd e Pdl hanno posizioni, per ora, distanti. Baretta insiste che è meglio "agire sulle detrazioni, per esempio quella per il lavoro dipendente o quelle per i carichi familiari, che non incrementando le risorse per il salario di produttività" mentre l'ex ministro Brunetta ha rilanciato l'ipotesi di destinare ulteriori risorse al finanziamento del salario di produttività. «Il salario di produttività - insiste il relatore del Pd - ha già risorse per 1,6 miliardi; destinare tutto a questo mi sembra sbagliato, anche perché la platea sarebbe molto ristretta: riguarderebbe solo i lavoratori che hanno sottoscritto un accordo di produttività». Brunetta spinge, invece, per un taglio delle imposte per le imprese ma i numeri, almeno per ora, rendono difficile qualsiasi ipotesi di riduzione, anche minima, dell'Irap.

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