Carlo De Benedetti entra a gamba tesa nel caso dei 19 licenziati della Fiom che dovranno essere reintegrati alla Fiat di Pomigliano e ai quali il Lingotto offrirà il posto che altri 19 dovranno invece lasciare con l’avvio delle procedure di mobilità. Un commento caustico quello dell’Ingegnere: «Penso sia andata bene. Poteva fare uno ogni dieci come i tedeschi. Trovo sia inaccettabile» ha risposto a Fabio Fazio nel corso della trasmissione «Che Tempo che fa». De Benedetti ha anche aggiunto che è una storia «talmente assurda e non capisco che logica possa esserci». Le punture velenose dell’imprenditore sono arrivate non solo sulla gestione di Marchionne nell’affaire sindacale legato allo stabilimento campano ma anche contro Silvio Berlusconi su una vicenda ormai archivata dalla sentenza definitiva sul «lodo Mondadori». L’affondo duro su Marchionne è stato edulcorato dall’elogio verso lo stesso manager per le qualità di «grande ristrutturatore. Ha avuto il merito di ristrutturare sia Fiat che Chrysler», ma sulle previsioni per Fabbrica Italia è inciampato. «Un errore, lo ha ammesso lui stesso», quei 20 miliardi promessi, ha sottolineato De Benedetti che ha aggiunto che «alla fine poi se Fiat e l’Italia possono ancora stare insieme sarà il Lingotto stesso a deciderlo, perché l’Italia quello che poteva fare per la Fiat l’ha fatto quattro o cinque volte negli ultimi 50 anni». «Quel che bisogna fare - ha concluso come per suggerire di andare al sodo - è fare automobili». L’Ingegnere non è sottratto a nessuna domanda, dalla politica alla finanza, dalle elezioni americane per le quali ha pronosticato la vittoria di Barak Obama a quelle italiane dove, anche se chiede che siano gli elettori ad esprimersi su un Monti bis, non ha tralasciato di ricordare come l’Italia abbia riconquistato rispetto e credibilità anche all’estero grazie al governo di Mario Monti. E non è sfuggito nemmeno alla provocazione sul Lodo Mondadori, che, come gli ha ricordato Fazio, Silvio Berlusconi ha definito «la rapina del millennio», riferendosi ai 564 milioni che è stato condannato a pagare. «La sua allora è stata la corruzione del millennio» ha replicato piccato il presidente del Gruppo L’Espresso. Un giudizio corredato anche in questo caso da ironia pungente. «La difesa di Berlusconi si basa sul fatto che che dei tre giudici ne ha corrotto solo uno...vuol dire che ha risparmiato». Una posizione che non ha mancato però di suscitare una reazione stizzita da parte del capogruppo del Pdl alla Camera Fanbizio Cicchitto che ha detto: «Ricordando quello che è avvenuto durante Tangentopoli, il minimo che si può dire è che De Benedetti ha una faccia di bronzo e anche una memoria assai labile». L’ex patron della Cir non si è sottratto alle domande sul partito verso il quale non ha mai nascosto le sue simpatie. Alle primarie «voterò Bersani: lo conosco, lo stimo è una persona per bene» ha detto De Benedetti esprimendo così la sua preferenza nella sfida tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi «Mi dà un senso di tranquillità e stabilità più di qualsiasi altro» ha motivato De Benedetti la sua preferenza. Su Luca Cordero di Montezemolo invece «credo non scenderà in campo lui ma benedirà una qualche formazione di centro». L’Ingegnere non si attende novità da Italia Futura: «È due anni che aspettiamo...» ha sottolineato anche in questo caso non con poca ironia.