La rabbia dei passeggeri, attese infinite e vagoni stracolmi
Ostaggio della metropolitana, in attesa di quel vagone stracolmo che costringe a contorsioni inaspettate, con gli occhi che gridano rabbia mentre l’altoparlante fa risuonare una colonna sonora già sentita troppe volte: «A causa di una guasto la linea è momentaneamente rallentata». «Quanto momentaneo?», «quando riprenderanno le corse?», le domande rimaste senza risposta delle centinaia di pendolari che ieri hanno vissuto l’ennesima odissea sulla metro B: un treno fermo per un guasto tecnico alla stazione Laurentina ha provocato ritardi nelle corse dalle 10,15 alle 11,02. Tradotto: quaranta minuti circa per raggiungere dalla stazione Tiburtina la tanto agognata fermata Colosseo, tra l’attesa di un vagone umanamente agibile e i rallentamenti della linea.
L’ormai collaudato vademecum del perfetto pendolare anche ieri è andato in scena. Le regole da seguire sono semplici: aspettare con pazienza sulla banchina, chiedersi il perché dell’aumento del biglietto da un euro a un euro e cinquanta, evitare di sfiorare la rissa quando gli spintoni per entrare sui vagoni diventano insopportabili. Martedì scorso era stato un ramo caduto sui binari nei pressi della stazione Garbatella a provocare disagi. Venerdì 26 lo stop di una tratta della metro B aveva fatto esplodere la rabbia di centinaia di utenti Atac, rimasti a piedi in attesa di bus navetta. Il caos ieri è iniziato poco dopo le 10, mentre su Twitter si raccontava in diretta: «Servizio rallentato? La metro in realtà è bloccata?».
C’è, poi, il giallo della comunicazione del disservizio da parte dell’Atac all’Agenzia della mobilità che in un primo momento ieri spiegava: «Atac non ci ha comunicato nulla». Sul profilo Twitter dell’azienda InfoAtac, infatti, non c’era traccia del disservizio: nessun cinguettio, come solitamente viene fatto. Soltanto alle 15 circa è comparsa una risposta ufficiale a Daniele, un utente del web, che chiedeva se la metro B avesse ancora problemi: «Il servizio ora è regolare» il tweet sul profilo Atac, definito come una piattaforma per comunicare online le «informazioni in tempo reale».
E mentre sul web si scatenava la rabbia degli utenti, sulle banchine si viveva l’ennesima pagina nera dei trasporti pubblici della capitale. «Ma che è un sequestro? Siamo diventati ostaggio della metro?» borbottava qualcuno sulla banchina della stazione Tiburtina: il treno è arrivato dopo oltre dieci minuti, stracolmo ovviamente. «Ma l’Atac che fa? Possibile ci sia un guasto ogni giorno?», il commento di Andrea, un pendolare che si è detto semplicemente «furente» per l’ennesimo disagio. Caos anche qualche ora prima del treno fermo a Laurentina. «Ore 8,15 il treno partito da Rebibbia, arriva strapieno a Termini, dove per poco non si scatena una rissa» scrive Marco sul Messaggero.it. E mentre c’è già chi pensa allo sciopero dei trasporti previsto per il 16 novembre, nei palazzi della politica si continua a discutere. «Metro di nuovo bloccata, presenterò un'interrogazione al sindaco affinché spieghi i motivi dei disservizi», le parole del consigliere del Pd Paolo Masini. «Strumentalizzazione» e «disinformazione dalla sinistra: non c’è stato il blocco ma un rallentamento e per di più non in un orario particolarmente caldo per l'utenza», la risposta del presidente della commissione Mobilità di Roma Capitale Roberto Cantiani. Già, dopotutto si è tratto «solo di un rallentamento» che ha gettato nel panico centinaia di pendolari.