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Pescara, 24/03/2026
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Data: 06/11/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Trasporto ferroviario regionale - Treno pieno nel teramano. Pendolari a piedi. Una signora si sente male.

SILVI Se la civiltà di un paese si vede anche dalle condizioni in cui versa il trasporto pubblico quello accaduto ieri a Silvi descrive un servizio ferroviario da terzo mondo. Almeno a sentire i racconti di chi ieri cercava di salire sul treno, in una ressa senza precedenti. E nella quale una signora è stata colta da un leggero malore e soccorsa da chi, come lei, stava attendendo di poter salire sul mezzo per tornare a casa o andare al lavoro. «A Silvi non si riesce a salire sul treno perché è pieno - tuonava ieri mattina un signore - però il prezzo dell’abbonamento è aumentato del 10 per cento. È una vera e propria vergogna». Sono anni che i numerosi pendolari, costretti ogni giorno a prendere il treno per motivi di studio o lavoro, denunciano come le corse siano poche e gli orari non rispondenti alle esigenze dell’utenza. Lamentele che non sembrano influenzare in alcun modo Trenitalia, per la quale evidentemente la provincia teramana rappresenta un ramo morto. Tanto da non investire sulle corse e con Teramo servita poco e male. «A causa della ressa una signora si è sentita male - raconta un altro signora che ieri mattina si trovava in stazione a Silvi - Ma come mai d’estate passano treni da 10 carrozze e, appena riapre la scuola e l’università, passano due carrozze? Ma che criterio usano?». Lamentele e polemiche che non sembrano destinate ad esaurirsi ma che, al contrario, rischiano di esplodere in vere e proprie proteste.

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