Nel 2012 entrate fiscali in aumento, ma la crisi si fa sentire
ROMA Con una falcidia di emendamenti è iniziato formalmente l’iter della legge di stabilità in commissione Bilancio della Camera. Ma il momento della verità arriverà con le proposte di modifica a firma dei relatori, con le quali saranno recepite le modifiche concordate con il governo in tema di Iva, Irpef e riduzione del cuneo fiscale.
Ieri intanto dal ministro dell’Economia Grilli è arrivata una conferma importante per i malati di Sla: da Città del Messico, dove si trova per i lavori del G20, Grilli ha fatto sapere che le risorse destinate all’assistenza di chi soffre di questa gravissima patologia saranno ricavate dal fondo sociale di 900 milioni, destinate nelle prossime ore ad essere opportunamente incrementato. Questo era un passaggio fortemente voluto da tutta la maggioranza, che però resta divisa sul tema della sicurezza. A nome del Pdl Maurizio Gasparri ha fatto sapere che il suo partito non farà passare l’intero provvedimento nel caso non siano eliminati i tagli che riguardano le forze dell’ordine. Tagli che del resto secondo Renato Brunetta, relatore per il Pdl alla Camera, non dipendono dalla legge di stabilità in quanto tale.
Gli emendamenti bocciati. Come di consueto nei provvedimenti di finanza pubblica, la commissione Bilancio si è preventivamente pronunciata sull’ammissibilità degli emendamenti fin qui presentati dai deputati. Ne sono stati bocciati, perché non riguardano la materia finanziaria, oltre la metà, 877 su 1558. Ma anche tra quelli ammessi, la maggioranza sono di bandiera, perché le principali modifiche di sostanza passeranno per i relatori.
Le risorse disponibili. In un incontro con il sottosegretario Polillo i relatori Baretta e Brunetta hanno iniziato a quantificare l’impatto delle correzioni già concordate la settimana scorsa. Dal conteggio emerge la disponibilità di 6,7 miliardi di euro dal 2013 al 2015. Il primo anno il venir meno della riduzione delle aliquote Irpef riporterebbe virtualmente nelle casse dello Stato 4,2 miliardi. Ne verrebbero però a mancare 1,9 per la non applicazione della stretta su detrazioni e deduzioni, mentre il mancato aumento dell’aliquota Iva del 10 per cento avrebbe per sei mesi (dal luglio 2013) un costo di 1,2 miliardi. Resterebbero quindi 1,1 miliardi. Nei due anni successivi però le disponibilità sarebbero maggiori perché la riduzione delle aliquote Irpef avrebbe assorbito più risorse: si arriva così a 6,7 miliardi in tre anni.
L’utilizzo. Questi soldi dovrebbero essere impiegati principalmente per la riduzione del cuneo fiscale, inizialmente a beneficio dei lavoratori attraverso l’incremento delle detrazioni per i dipendenti e di quelle per carichi familiari. Ma per Brunetta il calo del prelievo potrebbe interessare in prospettiva anche l’Imu: resta l’idea del Pdl di cancellare questa imposta o quanto meno attenuarla per l’abitazione principale.
Le altre modifiche. Pier Paolo Baretta ha ricordato che le modifiche non si esauriranno con la materia fiscale: tra le altre novità allo studio c’è un allentamento del Patto di stabilità interna che in molti casi blocca la spesa dei Comuni.
Le entrate fiscali. Ieri il ministero dell’Economia ha diffuso i dati sull’andamento delle entrate fiscali nei primi nove mesi dell’anno: tema collegato con quello dei saldi di bilancio di cui si occupa la legge di stabilità. Da gennaio a settembre del 2012 l’incremento del gettito rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stato del 3,8 per cento, che vuol dire 10,6 miliardi in più. In lieve calo il gettito dell’Irpef, soprattutto a causa dei versamenti dei lavoratori autonomi, in flessione più marcata l’Iva per la quale l’aumento dal 20 al 21 dell’aliquota principale non compensa la debolezza della domanda interna.
Nel complesso il Mef ritiene che «pur in presenza di una congiuntura economica fortemente negativa, la dinamica delle entrate conferma la tendenza alla crescita per effetto delle misure correttive varate a partire dalla seconda metà del 2011». In altre parole gli effetti delle varie manovre (tra cui quella che ha introdotto l’Imu) si fanno sentire anche se la crisi ha ridimensionato l’ammontare delle entrate rispetto a quelle originariamente attese. Dal Messico in serata, il ministro Grilli ha lanciato un monito: «Se l’Italia dovesse tornare indietro rispetto a quanto fatto finora, il giudizio della comunità internazionale sarebbe molto severo con tutte le conseguenze del caso».