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Pescara, 30/03/2026
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Data: 06/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Concorsone - Fuga di notizie, risolto il giallo «C’era una talpa a Roma». La rivelazione di Barca: «L’ex capo della Sge si è già dimesso»

Il «corvo» è Roberto Petullà, ex coordinatore della Struttura di gestione dell’emergenza, in servizio fino a ieri al Diset (il Dipartimento per lo sviluppo delle politiche territoriali) che fa capo ad Aldo Mancurti, braccio destro del ministro Fabrizio Barca. Lo scorso 26 ottobre alle 8.58 è stato lui a trasmettere alla giornalista di un sito web aquilano, «con sorprendente leggerezza» come dice Barca, il «quiz tipo» del concorsone che ha scatenato il putiferio. Un messaggio email che è stato inviato dalla sua casella di servizio. La ricostruzione è emersa a seguito delle verifiche effettuate dalle strutture del ministero. Petullà ha trasmesso a Mancurti una nota con cui ha manifestato la propria intenzione di lasciare l’attuale incarico e di rientrare da subito negli uffici di appartenenza del Dipartimento della Protezione civile. «Mancurti - si legge in una nota di Barca - ha condiviso con il ministro Barca l’amarezza per questa vicenda e ha accolto la suddetta richiesta, con la quale si evita che un singolo atto individuale abbia riflessi sul buon andamento dell’amministrazione». Il titolare della Coesione territoriale ha inoltre detto che «la deprecabile diffusione di questo quiz tipo ha creato significative ansie nei candidati, dubbi sulla correttezza della procedura e vivaci polemiche a livello locale. Pur essendo quanto avvenuto privo di rischi e conseguenze – stante, come già più volte ribadito, che si è trattato della anticipazione di un quiz-tipo, comunque non sorteggiabile e non somministrabile il giorno dei test, all’interno di una prova preselettiva di cui il prossimo giorno 9 novembre (secondo il bando di concorso) saranno rese pubbliche tutte le risposte - è stata subito avviata una procedura di verifica interna all’amministrazione».
Nella giornata di ieri si era mossa anche la procura. Il pubblico ministero Simonetta Ciccarelli, titolare dell’inchiesta avviata dopo la presentazione di una trentina di esposti presentati in Procura da altrettanti candidati e successivamente dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha firmato ieri il decreto di perquisizione della sede della testata on line che nei giorni scorsi avrebbe fatto una sorta di scoop giornalistico, pubblicando una delle domande correlata di risposta esatta («test tipo esemplificativo, che non sarà inserito nei quiz» è stato chiarito da più parti) prima dell’avvio del concorso il cui bando prevede l’assunzione a tempo indeterminato di circa 300 persone da impiegare nell’ambito della ricostruzione. A eseguirla gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, in servizio presso la procura della Repubblica, insieme ad alcuni rappresentanti della Polizia postale in servizio presso il Centro postale operativo (Cpo) di Coppito. Gli agenti hanno visionato personal computer e server di proprietà del sito on line di informazione. C’è da dire che il proprietario del sito on line non si è opposto e anzi ha fattivamente collaborato fornendo ogni supporto informatico.

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