Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/03/2026
Visitatore n. 752.741



Data: 06/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Melilla punta sulle città e Pastore sulla maxi-Provincia. Il coordinatore di Sel: «Chiodi non ha voluto decidere». Il senatore: «Uniamo i territori di Pescara, Chieti e Teramo»

PESCARA - Sulle polemiche legate al riassetto delle Province interviene il coordinatore regionale di Sel, Gianni Melilla: «Il Pdl in Abruzzo governa tutto, ma sul riordino delle Province non ha voluto esercitare il suo ruolo con una proposta chiara. Chiodi, sottovalutato il problema, ha poi deciso di non decidere salvo collocarsi all'opposizione sulla decisione del Governo per non mettersi in contraddizione con le proteste di sindaci e presidenti delle Province del Pdl». Per Melilla «il Governo farebbe bene a scegliere la strada di una legge costituzionale di abolizione di tutte le Province. Dimezzarle è un palliativo, ma comunque un passo in avanti e ogni Regione scelga dopo uno studio del territorio la soluzione migliore o meno negativa. Non esiste la provincialità, è una mistificazione, esiste invece il municipalismo cioè l’identità dei cittadini di ogni centro abruzzese, e allora lavoriamo sulle città». Infine: «In Abruzzo abbiamo due realtà urbane strategiche, L'Aquila e l'area metropolitana Pescara-Chieti, e realtà comprensoriali di grande rilievo come il Sangro, il Vastese, il Teramano e la Val Vibrata, la Marsica e la Valle Peligna. L'assetto istituzionale che scegliamo deve fare i conti con la realtà montana (66% del territorio) e i parchi nazionali (35% del territorio), una costa di cento chilometri, una dinamica realtà industriale nei fondovalle, 306 Comuni e migliaia di frazioni che sono un peso insostenibile perchè disperdono le poche risorse. Questi sono i veri problemi e non le grida di guerra di Chiodi che preannuncia ricorsi all'Alta Corte (ma contro chi? Contro lui incapace di decidere?)»
Il senatore Pdl Andrea Pastore, invece, annuncia che presenterà, «in sede di conversione del decreto legge, emendamenti che prevedano la fusione dell’intera attuale Provincia di Teramo con quelle di Chieti e Pescara, realizzando in questo nuovo, grande territorio, un progetto virtuoso, di ampio respiro. Naturalmente occorre in primo luogo l’adesione corale e fortemente maggioritaria delle popolazioni delle terre teramane, che gli amministratori locali sono chiamati ad esprimere; sono convinto che il traguardo potrà essere raggiunto e che per l’intero Abruzzo non potranno che prodursi benefici, vantaggi e nuove linee di sviluppo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it