Il partito di opposizione teme un impoverimento del vasto territorio con la probabile dismissione di istituzioni statali, specialmente a danno dell’entroterra
CHIETI I gruppi consiliari del Pd in Comune e in Provincia lanciano un appello formale a Pierluigi Bersani, segretario politico del partito, a Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, capigruppo della Camera e del Senato, per salvaguardare l’autonomia della Provincia di Chieti e lo status di capoluogo della città teatina. I partiti continuano a mobilitarsi, seppur in colpevole ritardo e in maniera frammentaria nel panorama regionale, per tutelare la Provincia di Chieti. Che, documento del Consiglio dei ministri alla mano, dovrà fondersi con la Provincia di Pescara in virtù del riordino delle Province imposto dalla spending review. Un’indicazione che dovrà essere tramutata in legge dal Parlamento. Proprio quello che i partiti teatini, sia di destra che di sinistra, vogliono scongiurare in ogni modo per un duplice motivo. La Provincia di Chieti, insieme al capoluogo di Regione L’Aquila, è l’unica ad avere i requisiti di legge per mantenere la sua autonomia. Inoltre se l’antica Teate perderà il titolo di capoluogo dovrà rinunciare alla sede degli uffici provinciali e, con ogni probabilità, a molti uffici di emanazione statale. Una vera catastrofe per una città da sempre identificata con gli uffici pubblici. Da qui la levata di scudi dei gruppi consiliari del Pd in Comune e in Provincia rappresentati dai capigruppo Alessio Di Iorio e Camillo D’Amico. «L’attuazione solerte e senza una programmazione negoziata dei contenuti della spending reiview produrrà un drastico impoverimento del vasto territorio della provincia di Chieti», affermano Di Iorio e D’Amico, «che è la maggiore dell’intero Abruzzo per l’indice di occupazione, di presenza di grandi gruppi industriali e di importanti porti oltre ad essere una forte attrattiva turistica. Inoltre rappresenta il 65% dell’intero prodotto interno lordo (pil) abruzzese». Poi una frecciatina al centro destra che governa in lungo e in largo gli enti locali della regione. «Le nefaste politiche prodotte dal centrodestra hanno determinato, per la provincia di Chieti, serissimi danni in termini di peggioramento nel campo sanitario con la chiusura di tre ospedali, Casoli, Guardiagrele e Gissi e tagli fortissimi nel campo di trasporti con aggravio di costi per i trasferimenti soprattutto di studenti e lavoratori pendolari. La perdita della Provincia», sentenziano Di Iorio e D’Amico, «aggraverebbe i problemi specie delle aree interne». Per questo ai big nazionali del Pd viene chiesto di salvaguardare l’autonomia della Provincia di Chieti in Parlamento e di perorare la causa della formazione di tre Province in Abruzzo.