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Data: 06/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Chi non è con Di Pietro se ne vada» Il capogruppo regionale dell’Idv Costantini: improponibile per il partito una resa incondizionata al Pd

PESCARA «Sull'Idv piovono Grilli, ma soprattutto bombe». Lo affferma Carlo Costantini, capogruppo in consiglio regionale e commissario per il Lazio dell’Idv (Italia dei valori). Nella spaccatura in corso nel partito, Costantini prende posizione decisamente in difesa di Antonio Di Pietro, fondatore e presidente dell’Idv, contro i suoi oppositori che fanno capo al capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. «Non è un momento facile», dice Costantini sul suo blog www.carlocostantini.it, «ma la storia non è mai stata scritta nei momenti facili, né da persone facili. Ed il presente ci ricorda ormai tutti i giorni che sull'IdV piovono grilli; ma piovono soprattutto bombe. E se i Grilli che ti piovono addosso potrebbero aiutarti a rileggere il passato ed a capire dove hai sbagliato, le bombe vengono sganciate per ucciderci; per ucciderci tutti, a partire da chi si illude che la soluzione sia in una resa incondizionata al Pd». «Certo», prosegue il consigliere regionale dell’Idv, «prima dovremmo metterci d'accordo su chi o su cosa vogliono uccidere, perché solo un attimo dopo potremo metterci d'accordo su ciò che dobbiamo salvare. Per me – perdonate la semplicità del mio ragionamento – può essere ucciso solo chi è vissuto. E se fino ad oggi Idv è esistita nella misura in cui è vissuto Di Pietro, è fin troppo chiaro che vogliono/possono uccidere solo Di Pietro. Magari diranno di voler salvare Donadi o Formisano, ma lo faranno solo perché gli conviene; gli conviene due volte. La prima perché così mascherano in qualche modo il loro istinto omicida. La seconda perché non gli costa nulla; perché dire di voler salvare chi (politicamente) non é mai nato è sostanzialmente gratis». «Dunque», prosegue Costantini, «se partiamo tutti dalla consapevolezza (e l'umiltà) di riconoscere che siamo vissuti nella misura in cui è vissuto Di Pietro, non potremo mai dividerci nel riconoscere anche che vogliono uccidere Di Pietro per ucciderci tutti, non solo l'Idv, ma anche ognuno di noi, individualmente, per il piccolo pezzo di storia politica che si porta dietro. In pratica ci hanno messo in mano una pistola con il colpo in canna e si aspettano che ci spariamo da soli. Dobbiamo solo averne la consapevolezza, rimettendogli in mano la pistola, senza aver sparato. Non serve poi ricordarmi/ricordarci che le bombe scatenano il panico; anzi, che in alcune guerre sono servite proprio a questo. Basta sapere che quella che ci aspetta non è una partita per rammolliti o per fighetti incravattati. E' una di quelle partite che vale la pena vivere da protagonisti, se vuoi avere domani qualcosa da raccontare ai tuoi nipoti. Chi ha già deciso di non viverla, ci lasci in pace e si faccia da parte».

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