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Pescara, 30/03/2026
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06/11/2012
Il Centro
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Politica in fermento - Monti: spero pochi ministri candidati. Il premier si augura discese in campo bipartisan. Tra i nomi: Riccardi e Passera al centro, Barca col Pd, Terzi con Fini |
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ROMA Monti parla di economia con uno sguardo preoccupato ai suoi ministri in odore di candidatura e di «discesa in campo». Per ora si tratta solo indiscrezioni, oscurate in parte dalla notizia che gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni sono stati a rischio quando il governo Monti si è insediato. Lo racconta lo stesso premier spiegando che il pericolo è stato sventato con gli interventi e le riforme messe in campo dal suo esecutivo. Rispondendo alle domande di Bruno Vespa, contenute nel suo ultimo immancabile libro, il presidente del Consiglio ha ammesso che le pensioni è stato «meglio riformarle che non pagarle». Riferendosi a un possibile problema di cassa che, ha detto, ci sarebbe «stato a breve». Ieri Monti ha anche esternato durante il vertice Asem di Vientiane in Laos. La sua preoccupazione è stata quella di spiegare alle «tigri d’oriente» che l’Italia «ha adottato alcune misure di austerità molto drastiche» e una serie di «riforme strutturali piuttosto profonde» che nel breve periodo «causano sofferenza» e non aiutano la crescita, ma è solo grazie ad essa se l’Italia si è assicurata il pareggio di bilancio l’anno prossimo e ha gettato le basi per una «crescita più sostenibile nel futuro». Le prossime elezioni politiche si avvicinano e con esse la conclusione dell’esperienza di Monti. Il presidente del Consiglio guarda però con una certa cautela alla possibilità che qualcuno dei suoi ministri si candidi. «Mi auguro che le eventuali candidature siano limitate nel numero e distribuite politicamente per non consentire a nessun osservatore una chiave di lettura retrospettiva sul colore politico di questa compagine» afferma Monti. Ma non è facile fermare l’impazienza di fronte al richiamo della politica. Anzitutto per Andrea Riccardi che ha firmato il manifesto «verso la terza Repubblica» con Montezemolo e Bonanni (la discesa in campo del segretario della Cisl ha fatto infuriare Susanna Camusso). Poi c’è Corrado Passera, attratto dalla composita galassia centrista e che, probabilmente, parteciperà alla convention fondativa del 17 novembre. Il ministro Fabrizio Barca, uno dei Ciampi-boys, potrebbe essere chiamato a far parte di un futuro governo diretto da Pier Luigi Bersani. Vicini al pd, risulterebbero i ministri Profumo (Pubblica istruzione) e Balduzzi. Il titolare degli Esteri Terzi è invece molto vicino a Gian Franco Fini, così come Ornaghi a Casini. Sul fronte della destra poche notizie: il titolare dell’economia Grilli è stato a lungo sostenuto da Tremonti, ma appare defilato rispetto a un impegno politico diretto. Mentre il sottosegretario Polillo non ha mai nascosto una certa ammirazione per Silvio Berlusconi e, quindi, potrebbe anche scendere in campo col Pdl. I ministri facciano pure outing politico, avverte il leader del Pd Bersani, ma attenzione a una loro massiccia candidatura perchè troppe candidature potrebbero determinare «imbarazzo». In realtà ciascuno di loro «dovrebbe dire cosa pensa».
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