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Pescara, 24/03/2026
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Data: 07/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Esodati, no all’emendamento per allargare la salvaguardia. Pressing sul governo contro i tagli alle forze dell’ordine

Nuovo incontro tra Grilli e i relatori, venerdì le modifiche finali

ROMA Il tema degli esodati e quello della sicurezza aleggiano sulla legge di stabilità. Mentre i relatori Baretta e Brunetta proseguono il percorso che dovrà portare all’elaborazione delle modifiche finali, è fallito il tentativo di inserire nel testo un allargamento della platea dei lavoratori salvaguardati rispetto alla riforma delle pensioni. E il Pdl ribadisce che senza una alleggerimento dei tagli per le forze dell’ordine non voterà il provvedimento.
Ieri i due relatori hanno di nuovo incontrato alla Camera il ministro dell’Economia Grilli. Dalla riunione non sono emerse sostanziali novità: confermata la volontà di destinare alla riduzione del prelievo sul lavoro i proventi della mancata riduzione delle aliquote Irpef, resta da verificare quale forma precisa potrà prendere questo intervento, anche se lo strumento principale resta l’incremento delle detrazioni per i dipendenti. Si è trovata però una soluzione per il nodo dell’Iva per le cooperative: l’incremento dell’aliquota slitterà di almeno un anno.
Il governo poi non ha ancora sciolto un altro nodo: quello della stretta su detrazioni e deduzioni Irpef attuata attraverso il tetto di 3 mila euro e le franchige da 250. Di certo non scatterà dal prossimo anno con effetto retroattivo, ma è ancora da verificare la possibilità di cancellarla definitivamente. Se ne tornerà a parlare in un nuovo incontro con Grilli domani; venerdì poi Baretta e Brunetta dovrebbero formalizzare i propri emendamenti, che saranno posti in votazione domenica.
La giornata di ieri è stata segnata dalla decisione della commissione Bilancio di dichiarare inammissibile la proposta in materia di esodati, che avrebbe permesso di aggiungere altri 10 mila lavoratori al numero di quelli non toccati dalla riforma Fornero perché rimasti senza lavoro.
Come ha ricordato lo stesso ministro del Lavoro in questo modo si sarebbe arrivati a dare una copertura complessivamente a 140 mila persone: 10 mila tutelate rispetto alla riforma del 2010, quella che introdusse il sistema delle finestre, 120 mila rispetto alle norme del decreto salva-Italia e altre 10 mila che si sarebbero aggiunte. Invece l’emendamento è stato dichiarato inammissibile per problemi di copertura (prevedeva fra l’altro un prelievo del 3 per cento sui redditi superiori a 150 mila euro) e ora toccherà al governo escogitare una diversa soluzione.
E da risolvere c’è anche la questione della sicurezza. Il Pdl vorrebbe usare la legge di stabilità per ridurre i tagli imposti alle forze dell’ordine (sedi, ricambio del personale, ma anche nuove regole previdenziali) da altri provvedimenti. Il capogruppo al Senato Gasparri ha ribadito che se non ci sarà una correzione di rotta il suo partito non voterà la legge.
Intanto si è aperto un altro fronte durante l’esame - sempre alla Camera - del decreto sui costi della politica. Il governo si oppone ad alcuni emendamenti approvati in commissione che prevedono tra l’altro l’eliminazione delle penali per i Comuni che estinguono in anticipo i mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, ed intende cancellarli in aula. Ma gli enti locali resistono.
Prima di rientrare dal Messico, dove è stato impegnato con i lavori del G20, Grilli aveva fatto sapere che procede abbastanza bene il negoziato con la Svizzera per l’emersione dei capitali italiani detenuti nelle banche di quel Paese. La tassazione di queste somme, applicata dalle autorità elvetiche per conto del nostro Paese, porterebbe nelle casse dello Stato un maggior gettito quantificabile in alcuni miliardi. Un nuovo round negoziale è previsto per novembre ma è difficile che si arrivi ad una svolta prima della fine dell’anno.

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