MILANO Alla stretta del braccio di ferro tra relatori parlamentari e governo sulla Legge di stabilità arrivano le sorprese negative mentre cresce la pressione dei comuni che chiedono la riscrittura del patto di stabilità. Ieri la commissione Bilancio della Camera ha bocciato, perché privo di copertura finanziaria, l'emendamento votato all'unanimità dalla commissione Lavoro che estendeva la copertura per gli esodati. «Secondo il nostro servizio bilancio e secondo il Tesoro - ha detto il presidente della commissione Bilancio, Giancarlo Giorgetti - l'emendamento non ha copertura. Tuttavia ho chiesto una ulteriore istruttoria». Una bocciatura che ha scatenato una vera e propria bufera alla quale ha cercato di mettere una toppa il ministro Fornero: «Potremmo arrivare a 140mila» esodati salvaguardati, con un provvedimento contenuto nella Legge di stabilità, ha annunciato il ministro del Lavoro. Nella legge all'esame di Montecitorio, «ci sarà una nuova revisione per altre 10.000 persone», che si vanno a sommare ai 65.000 più 55.000 tutelati dai due provvedimenti del governo Monti, più 10.000 delle riforme dell'ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. La tesi del Tesoro ha provocato una netta e chiara reazione dell'ex ministro del lavoro Cesare Damiano, che ha ribadito come si possa «agire sul fondo che già esiste. Insisto nel fatto - ha sostenuto il parlamentare del Pd - che i risparmi prodotti nel sistema pensionistico possono essere contabilizzati e utilizzati per alimentare il fondo stesso». Sul tavolo del vertice tra relatori (Baretta del Pd e Brunetta del Pdl) e il ministro Grilli l'intreccio si è complicato di ora in ora. Nella serata di ieri si stava quindi mettendo le mani al maxi emendamento concordato tra il governo e i relatori che dovrebbe avere tre assi: cancellazione del taglio Irpef, aumento dell'aliquota Iva del 10% e della revisione delle detrazioni; ripristino di alcune voci sociali, come quelle per i malati di Sla, e reperimento fondi per esodati e simili e definizione della destinazione del tesoretto (rimodulazione detrazioni, eventuale taglio Irap e reintroduzione della defiscalizzazione delle spese di ricerca). Ancora non si conoscono le cifre ma il maxi-emendamento di giunta, che prima di arrivare in aula dovrà passare in commissione Bilancio, recependo la Legge di stabilità del governo Monti che innalza il limite del fondo di riserva delle pubbliche amministrazioni dallo 0,30 a 0,45%, farebbe cadere migliaia di emendamenti. Sulla vicenda esodati insorgono i sindacati. «Quanto sta avvenendo ha dell’incredibile. Nella legge di stabilità va definita una norma generale di tutela», dice il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica.