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Data: 08/11/2012
Testata giornalistica: L'Arena
«Ai dipendenti di Atv più lavoro e meno soldi»

IL CASO. I sindacati Cgil, Uil e Sul Ct, che non hanno sottoscritto il contratto unico, replicano alle critiche dei dirigenti dell´azienda. Più ore di lavoro, fino a tre a settimana, e meno soldi in busta paga, una media di 30-40 euro al mese. Niente più premio incentivante. Una situazione che non va giù ai sindacati Cgil, Uil e Sul Ct soprattutto a fronte delle ultime dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dai vertici di Atv (l´azienda dei trasporti pubblici), il presidente Massimo Bettarello e il direttore generale Stefano Zaninelli, secondo i quali le tre sigle sindacali che a differenza di Fit Cisl, Faisa Cisal e Ugl non hanno sottoscritto il contratto unico, porterebbero avanti una protesta «puramente strumentale». Dati e buste paga alla mano, esibite in conferenza stampa, i rappresentanti dei sindacati hanno delineato una situazione che a loro parere è ben diversa. «Se le mensilità lavorate rimangono pressoché invariate, quelle non lavorate (per esempio tredicesima e quattordicesima) subiscono invece un notevole ridimensionamento, tanto che la perdita spalmata sull´anno è circa di 40 euro ogni mese», spiega Mario Lumastro di Cgil. Il tutto a fronte di più lavoro richiesto: «I lavoratori che prima effettuavano 36 ore settimanali passano a 39, così come chi ne faceva 37 e mezza e 38. Si tratta di un aumento annuale che va dai 7 ai 22 giorni lavorativi, anche perché calcolando le pause previste dalla legge, il tempo che un autista trascorre fuori casa lievita ulteriormente», aggiunge Giuseppe Antolini di Sul Ct. «Di fatto il nuovo accordo sottoscritto da alcuni, azzera tutti gli accordi sindacali senza delineare nuove linee guida. Da qui la confusione in quell´ottantina di buste paga pagate al ribasso anche di 400 euro e poi fatte passare dall´azienda come errore subito riparato», sottolinea Mauro Formenti di Uil. «Atv ha affermato inoltre di aver pagato i premi incentivanti relativi al 2011: è falso. Il pagamento c´è ma si tratta dell´arretrato dell´anno precedente che avevamo accettato di posticipare», spiegano i sindacalisti. Allo studio per le prossime settimane ci sono dunque nuove mobilitazioni, dopo quelle dei giorni scorsi. «Faremo un volantinaggio in modo da coinvolgere anche l´utenza in questa nostra battaglia. E successivamente metteremo in campo altre iniziative, non ultimo ancora scioperi», aggiungono. Tra le richieste poste sul tavolo dalle tre sigle sindacali, un appello al sindaco Tosi e al presidente della Provincia Miozzi affinché li convochino un incontro congiunto, l´apertura di un dialogo costruttivo e diretto con i vertici di Atv. Inoltre, un monitoraggio mensile sull´operato dell´azienda. «Siamo tutti capaci di risanare i conti tagliando linee e chilometri di servizio, aumentando il costo del biglietto, facendo pagare ai lavoratori il costo della crisi», rincara la dose Lumastro, che chiede infine ai dirigenti di rendere pubbliche le loro buste paga affinché tutti i cittadini, oltre che i lavoratori Atv, possano «riscontrare inequivocabilmente quel taglio del 20 per cento dello stipendio che dicono di essersi inflitti ma che a noi non risulta ancora».

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