PROMETTONO battaglia i sindacati di Ataf. La lettera che hanno ricevuto dagli ormai nuovi proprietari parla infatti chiaro e mette nero su bianco l'incubo di qualsiasi lavoratore. «Ataf Gestioni srl - si legge - precisa che la rivisitazione dell'organizzazione, resa necessaria anche dalla riduzione delle risorse disponibili, potrà avere riflessi sulla consistenza dell'organico». Resta intatta dunque la preoccupazione per i 250-270 esuberi ventilati da tempo ed è quasi certo che i primi a a perdere il posto di lavoro saranno i 43 apprendisti, tutti autisti, e i 2 impiegati a contratto a termine, citati nella lettera che annuncia dal 1° dicembre il trasferimento dei 1.192 dipendenti ad Ataf Gestioni. In sostanza, da quel giorno, il servizio di tpl a Firenze sarà gestito dalla cordata che si è aggiudicata il bando di privatizzazione di Ataf, di cui è capofila Busitalia Sita Nord. Oltre alle ricadute occupazionali, i lavoratori temono anche per le loro condizioni economiche e normative fino ad oggi garantite in Ataf dai contratti integrativi, dei quali si prospetta la disdetta, con un taglio in busta paga, secondo la Rsu, di 200 euro su uno stipendio di circa 1.200. Di tutto ciò i sindacati danno la colpa ai Comuni, che non hanno pensato al futuro del servizio e dei lavoratori. «E' il sindaco Renzi che ha causato la disfatta dell'azienda e adesso se ne deve assumere le responsabilità», accusa Massimo Milli (Filt Cgil). «E' lui che, con un'operazione sola, ha cancellato il lavoro, i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali». La Rsu inizia già a pensare a nuove iniziative di protesta. «Quello che sta accadendo in Ataf è solo il primo segnale. Col bando di gara regionale saranno 500 gli esuberi in tutta la Toscana e il servizio sarà ulteriormente tagliato» ha rincarato la dose ieri Paolo Fantappiè, segretario generale Uiltrasporti Toscana. «Intanto nascono nuove società e consorzi, i vecchi cda restano in piedi e si moltiplicano le poltrone».