DAL 1° dicembre bus e autisti passano da Ataf a Ataf Gestioni srl, la società non più pubblica ma privata di Busitalia (proprietà Ferrovie), Cap e Autoguidovie. Se il servizio di trasporto cambierà, lo vedremo. Sicuramente le cose cambieranno per i lavoratori. La nuova gestione li avvisa tramite lettera firmata da Giacomo Parenti, presidente di Ataf spa (il ramo di azienda che resta pubblica) e da Renato Mazzoncini, presidente di Ataf Gestioni srl. La lettera spiega che al momento del passaggio dall'una all'altra società saranno assunti tutti i 1.192 dipendenti con i contratti nazionale e integrativo in vigore: lo esige la norma 2112 sulle cessioni di ramo d'azienda. Ma si anticipa già che i 45 lavoratori a tempo determinato non verranno confermati. Non solo, ma l'azienda si riserva poi «la facoltà di disdettare sia gli accordi aziendali che gli usi e le consuetudini in atto». E magari passare dal contratto nazionale delle aziende pubbliche (Asstra) a quello delle aziende private (Anav) e adottare il contratto integrativo di Busitalia. «Dunque, un netto peggioramento», dice la rsu Ataf. Ma il peggio è che Ataf Gestioni srl si dice pronta a discutere con i sindacati come farlo nel modo più indolore ma dichiara che l'organico dovrà essere ridotto: «Ataf Gestioni potrà attuare le procedure in materia di riduzione di personale». Ossia, «aprire le procedure di licenziamento collettivo», traduce la rsu. Da tempo si parlava di circa 300 esuberi. Ora, pur senza cifre, i licenziamenti sono messi nero su bianco. «Davano di bugiardi a noi che prevedevamo i licenziamenti e invece lo erano il sindaco Renzi e il presidente di Ataf Bonaccorsi che li negavano fino a ieri», protesta le rsu che chiama sindaco e presidente alle loro responsabilità per «avere voluto vendere Ataf prima della gara regionale e per di più senza clausola sociale di tutela dei lavoratori, determinando uno scempio sociale che porterà anchea una diminuzione del servizio». Quanto a Renzi: «Il 'Magnifico' candidato alle primarie finge. Invece di rottamare la vecchia politica vuole solo rottamare i lavoratori», sostiene la rsu. Protestano anche i sindaci soci di Ataf. Dicono Gianni Gianassi (Sesto) e Luciano Bartolini (Bagno a Ripoli): «Avevamo chiesto la clausola sociale ma Firenze si è opposta dicendo che bastava la 2112 a garantire i lavoratori. Come si vede, non era vero». Si difende Bonaccorsi: «L'unico stipendio a essere stato tagliato è il mio. Non c'è nessuno 'scempio sociale'. Ataf non ha licenziato nessuno pur con un taglio di 8 milioni e i lavoratori, nella fase di passaggio a Ataf Gestioni srl conserveranno tutti i diritti acquisiti». Risponde Daniele Quiriconi, della segreteria Cgil: «Per quante ore visto che subito dopo l'azienda annuncia di volere licenziare e disdettare i contratti?».