Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.603



Data: 08/11/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Nuova Ataf al via, con tagli. Prima lettera ai sindacati dopo la vendita: via autisti e stipendi

Da dicembre la gestione dei bus dell'azienda non sarà più dei Comuni.

Ataf dal primo dicembre diventerà davvero privata. Ma la lettera arrivata sabato scorso a tutte le segreterie dei sindacati confederali Cgil, Cil, Uil, Faisa, Ugl (da quelli nazionali a quelli provinciali), inviata da Giacomo Parenti (presidente di Ataf spa, la società che resterà completamente pubblica a gestire il patrimonio immobiliare, le paline, il sistema Avm) e Ataf Gestioni (il ramo d’azienda privatizzato, quelli dei bus) dice molto di più. Mette subito le mani avanti, affermando che i 45 dipendenti a termine devono essere considerati tali: cioè a scadenza, per i 43 autisti part time ed i due amministrativi che vedono la fine del loro contratto tra dicembre e maggio prossimo. E che le risorse a disposizione del trasporto pubblico locale sono diminuite. Insomma, ora occorre procedere con i «criteri gestionali» dei privati che hanno vinto la gara, cioè BusItalia (ovvero Ferrovie ed altre società private). E che «la rivisitazione dell’organizzazione del lavoro, resa necessaria anche dalla riduzione delle risorse disponibili, potrà avere riflessi sulla consistenza dell’organico».

È quello che i sindacati avevano annunciato a più riprese, quegli esuberi (si era parlato anche di una cifra, 300) che temevano le Rsu. Ma in realtà, come si capisce subito dal resto della lettera, l’obiettivo potrebbe essere un altro. «Ataf Gestioni srl — si legge nella lettera — parallelamente alla revisione del trattamento contrattuale spettante, potrà avviare, successivamente al trasferimento, le procedure previste dalla normativa vigente in materia di riduzione del personale». Ma allo stesso tempo «preannuncia la propria disponibilità» a confrontarsi con i sindacati «per ricercare soluzioni alternative» che, compatibilmente con i costi, portino ad una «mitigazione dell’impatto sociale». Il tema quindi è rivedere da subito il contratto decentrato, i diritti economici e di organizzazione acquisiti negli anni che, secondo il sindaco Renzi, potevano essere la contropartita per evitare la privatizzazione. Quei «10 minuti di lavoro in più» prospettati dall’amministrazione e dal presidente Filippo Bonaccorsi, a cui in realtà diverse sigle si erano anche dette disponibili a rivedere. Ma l’obiettivo, secondo i sindacati, era un altro: disdettare tutto, portare i contratti di Ataf al livello di quelli di altre aziende del settore, anche privato. Una prospettiva che le Rsu hanno sempre combattuto: e oggi terranno un primo incontro stampa per chiedere, di nuovo, che i soci pubblici (cioè i Comuni dell’hinterland fiorentino) si «assumano la propria responsabilità».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it