PESCARA Mentre il Pd abruzzese accoglie il suo segretario, nel pieno della campagna per le primarie nazionali, Carlo Costantini lancia la propria candidatura alle prossime elezioni regionali. «Se il Partito democratico riterrà di far scegliere ai cittadini il candidato del centrosinistra - annuncia il leader dell'Idv abruzzese - io sarò della partita». E aggiunge: «Vari segnali e diverse sollecitazioni, provenienti da ambienti dei democratici, spingono per le primarie». Costantini, dunque, è pronto per la rivincita. Nel 2008 fu sconfitto dall'attuale presidente della Regione, Gianni Chiodi, con un distacco di circa cinque punti. «Occorre analizzare e storicizzare la competizione elettorale di allora, che mi vide partire con quasi venti punti di svantaggio - rileva Costantini -. Nel 2008 ottenni il 43% dei consensi nonostante mezza giunta Del Turco fosse in galera, Luciano D'Alfonso avesse già un piede nel carcere di San Donato e il centrosinistra uscisse da una serie di batoste alle consultazioni locali». Il capogruppo dell'Idv alla Regione, in un'eventuale corsa per la presidenza della Giunta abruzzese, spera di ritrovare il suo avversario del tempo, che nel 2008 sfiorò il 49 per cento dei consensi: «Me lo auguro davvero, sarebbe giusto che Chiodi rivivesse l'esperienza del 2008 partendo da posizioni di vantaggio invertite». La candidatura alle primarie per le regionali, tuttavia, si inserisce in un contesto politico che vede i rapporti tra Pd e Idv ai minimi storici. «E' chiaro che molto dipenderà dal quadro delle alleanze nazionali, il presupposto fondamentale è che si ricomponga l'asse con il Partito democratico, e da questo punto di vista gli sviluppi sulla legge elettorale giocheranno un ruolo di primo piano - rileva Costantini -. Devo dire, però, che a livello locale la situazione non è così tesa e ho sempre ricevuto apprezzamenti e incoraggiamenti dai colleghi del Pd». Prove di dialogo? Bisognerà valutare, nei prossimi giorni, la reazione dei vertici dei Democratici abruzzesi, già in piena attività in vista dell'assalto alla Regione. Costantini, nel frattempo, si dice sicuro che una sua candidatura si baserebbe su almeno due punti di forza. «Il primo è legato proprio alla grande rimonta del 2008, quando sfiorai la vittoria nonostante una serie di fattori rendessero la sfida apparentemente proibitiva - spiega l'esponente dipietrista -. Il secondo è frutto dell'esperienza maturata in tutti questi anni alla Regione, che mi ha consentito di sviluppare una tale conoscenza della macchina da poter salire a bordo e guidarla a 200 all'ora». Il leader dell'Idv abruzzese, tuttavia, rischia di essere penalizzato dalle polemiche seguite al caso Maruccio e soprattutto dall'esplosione del caso Di Pietro, travolto da un'inchiesta di Report che sta minacciando la stessa tenuta del partito. «Abbiamo subito un autentico agguato ed è evidente che ci sono stati dei contraccolpi - ammette Costantini - ma sono fiducioso, perché a differenza dei casi Lusi e Belsito, finiti in galera per giri di soldi e diamanti, la vicenda Di Pietro è una storia vecchia e fondata sul nulla». L'aspirante presidente della Regione adombra scenari inquietanti: «La verità è che Di Pietro non doveva ficcare il naso sulle stragi di via D'Amelio e Capaci, gliel'hanno fatta pagare».