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Pescara, 24/03/2026
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Data: 08/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Salta il Consiglio comunale di Chieti. Centrodestra senza maggioranza. Il sindaco giustifica l’assenza dei suoi ma rimprovera il centrosinistra accusandolo di bassa levatura

CHIETI Il consiglio comunale, riunitosi in prima convocazione per discutere di varianti urbanistiche e dell’ordine del giorno sulla salvaguardia dei posti di lavoro nella sanità privata, viene sciolto per mancanza del numero legale. L’ennesima brutta figura per la maggioranza di centrodestra si materializza subito dopo il voto di una variante del bilancio di previsione 2012, peraltro finalizzata a riconoscere una piccola somma in entrata dalla Regione da destinare al sociale. Sono solo ventuno i voti favorevoli alla delibera, sindaco compreso, mentre ne occorrerebbero ventidue. La minoranza preferisce non rispondere all’appello fiutando la debacle del centrodestra e, a stretto giro, arriva la comunicazione laconica del presidente del consiglio comunale Marcello Michetti. «Sono dispiaciuto. La seduta», dice, «è sciolta». In aula piomba il gelo. I consiglieri di maggioranza abbandonano mestamente il consiglio con l’opposizione che, ovviamente, esulta. Il sindaco Umberto Di Primio replica. «I consiglieri che non si sono presentati in aula erano assenti giustificati. Non è un problema politico piuttosto», afferma Di Primio, «mi preme sottolineare la bassa levatura della sinistra teatina che ha fatto cadere il consiglio su un provvedimento contabile finalizzato al sociale». Di fatto, però, la coalizione di centrodestra ha mostrato ancora una volta tutta la sua fragilità. Inoltre non si è vista la compattezza sbandierata dal sindaco a margine della cacciata dalla giunta dell’ex vice sindaco Bruno Di Paolo. Oggetto, manco a dirlo, di una lunga e serrata discussione in aula portata avanti a suon di interventi per “fatto grave.” «Noi consiglieri comunali», lamenta Gabriele Salvatore del Pd, «non siamo stati informati di nulla. Abbiamo appreso dai giornali l’estromissione dalla giunta dell’ex vice sindaco». Luigi Febo, capogruppo di Chieti per Chieti, ha invece puntato il dito sulla delega allo Scalo conferita di nuovo dal sindaco al consigliere Pdl Domenico Di Fabrizio. «Nessuno ci ha comunicato in aula la revoca del suo incarico quindi non capiamo», obietta Febo, «perché il sindaco abbia di nuovo affidato l’incarico a Di Fabrizio». C’è spazio anche per un intervento di Liberato Aceto, di Uniti per Chieti, che invita il consiglio a trattare i punti all’ordine del giorno. Poi, sul caso Di Paolo, interviene il capogruppo di Giustizia sociale Enrico Bucci. Il quale prende le distanze da quanto deciso dal direttivo del suo partito, uscito dalla maggioranza. «Parlo a nome personale e comunico che continuerò a sostenere la maggioranza», spiega Bucci, «in virtù dell’impegno stretto con gli elettori. Al contempo resto nel partito ma con dei distinguo perché non mi faccio condizionare da nessuno». Il direttivo di Giustizia sociale conferma, per ora, la fiducia a Bucci e stigmatizza il comportamento della maggioranza per l’ennesimo consiglio saltato. Venerdì si torna in aula ma, per il centrodestra, urge cambiare passo nell’interesse della città.

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