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Data: 08/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Manovra, più assegni familiari. La discussione è aperta. Nuova stretta sui falsi invalidi

ROMA Caccia ai falsi invalidi e ipotesi assegni familiari per redistribuire il tesoretto della legge di stabilità. La commissione Bilancio ha approvato un emendamento che attribuisce all’Inps un piano straordinario di 150.000 verifiche l’anno in più per stanare i falsi invalidi («invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità»).
Come redistribuire il tesoretto lasciato libero dalle modifiche alla legge di stabilità, invece, è ancora un rebus. L’Udc propone di fare leva sugli assegni familiari per ridare, appunto, alle famiglie un po’ di ossigeno per tirare avanti. Ed è questa, in un certo senso, la novità emersa ieri nelle discussioni in corso sugli emendamenti dei tre relatori alla Camera. Il Pd punta invece sulle detrazioni per il lavoro dipendente, eventualmente riducendo la soglia dei beneficiari entro il tetto massimo di 40.000 euro di reddito annuo. E il Pdl insiste per destinare subito le risorse liberate dalla revisione della manovra, all’alleggerimento dell’Irap sulle aziende.
Ma di queste tre ipotesi, nessuna al momento risulta ancora la vincente. Le discussioni tra i relatori (Pier Paolo Baretta per il Pd, Renato Brunetta per il Pdl e Amedeo Ciccanti per l’Udc) e i tecnici del Tesoro sono ancora in corso. Il testo dell’emendamento concordato con il governo non è pronto e sarà presentato venerdì. Così da Monaco, dove si trova per una visita ufficiale, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli si limita a confermare: «Stiamo vedendo con il Parlamento se, rispetto alla nostra posizione iniziale è possibile e in che ambiti, limitare l’impatto sulle detrazioni e deduzioni».
In altre parole, se l’addio alla retroattività della franchigia di 250 euro sulle deduzioni (dall’imponibile) e del tetto di 3.000 euro sulle detrazioni (dall’imposta) è acquisita ormai per il 2013, altra cosa è vedere se si riuscirà ad eliminarla (in tutto o in parte) nel 2014. L’orientamento è di lasciare fuori da questi vincoli almeno le spese mediche e quelle sui mutui per la prima casa. Ma su come redistribuire i circa 6,7 miliardi (1 nel 2013, 3 nel 2014 e 2,5 nel 2015) eventualmente disponibili, non si è ancora trovata la soluzione finale.
La legge di stabilità andrà in aula il 14 novembre. Il governo ha posto ieri la questione di fiducia e approvato un emendamento che proroga la sospensione del pagamento di Irpef e addizionali nelle zone terremotate, ma non dei contributi. La copertura arriverà dall’8 per mille. Infine, il ministro Elsa Fornero ha spiegato il regolamento che sposta l’età di vecchiaia a 62 anni (rispetto ai 60 attuali), dal 2018, per le forze dell’ordine nel caso di truppa, sergenti o marescialli. Il resto del personale dovrà attendere fino a 63 anni. Per il pensionamento anticipato serviranno 42 anni e tre mesi di anzianità con penalizzazioni se si lascia il lavoro prima dei 59 anni.

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